Spari contro la casa napoletana del comandante dei vigili urbani di Avella. Solidarietà da amministratori e colleghi.

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Un atto intimidatorio di estrema gravità ha colpito la notte tra il 22 e il 23 giugno la famiglia del comandante della Polizia Municipale di Avella, Luigi Ambrosino. Intorno alla mezzanotte, sette colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi contro la sua abitazione di Napoli, in cui risiede con la moglie e i figli, nel quartiere San Carlo all’Arena.

Fortunatamente, Ambrosino non era presente al momento dell’attacco, poiché impegnato in servizio per il turno notturno. La famiglia, svegliata dal rumore degli spari, ha immediatamente allertato le Forze dell’Ordine.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato per i rilievi e le prime indagini. In giardino sono stati ritrovati cinque bossoli, risultati essere a salve: ovvero, provenienti da cartucce prive di proiettile, utilizzate per provocare rumore e intimidazione, ma non per colpire fisicamente. Un segnale chiaramente simbolico, ma non per questo meno inquietante.

L’episodio richiama alla memoria un precedente analogo avvenuto lo scorso anno, quando una bottiglia molotov fu lanciata nello stesso giardino. Questo accresce i sospetti su un’azione mirata e ripetuta nel tempo, su cui ora gli investigatori stanno cercando di fare piena luce.

Luigi Ambrosino è una figura molto nota e stimata, non solo ad Avella ma anche a Napoli, dove coordina il nucleo infortunistica della Polizia Locale. Il suo impegno costante nel far rispettare la legalità e nel presidiare il territorio potrebbe averlo reso bersaglio di intimidazioni da parte di soggetti che operano nell’illegalità.

Immediata e forte la reazione dell’Amministrazione comunale di Avella. Il sindaco Vincenzo Biancardi ha condannato con fermezza l’episodio, definendolo “un atto vile e gravissimo che colpisce un servitore dello Stato e l’intera comunità che rappresenta”.
A nome dell’intera amministrazione, il sindaco ha espresso piena solidarietà e vicinanza umana al comandante Ambrosino e alla sua famiglia, auspicando che le autorità inquirenti riescano al più presto a individuare i responsabili.

Anche numerosi colleghi del Corpo di Polizia Municipale e rappresentanti della cittadinanza hanno voluto testimoniare affetto e sostegno, riconoscendo il valore umano e professionale del comandante.