Antonio Giordano nominato nel Consiglio Superiore di Sanità 2025-2028: l’oncologo esperto di Terra dei Fuochi al servizio della prevenzione ambientale

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Il Ministero della Salute ha scelto il prof. Antonio Giordano, conosciuto per i suoi studi pionieristici nell’oncologia molecolare e per l’impegno nel dimostrare l’impatto dell’inquinamento ambientale sui tumori, in particolare nella “Terra dei Fuochi”, come nuovo membro del Consiglio superiore di sanità per il triennio 2025–2028.

Giordano, oncologo e genetista di rilevanza internazionale nonché fondatore della Sbarro Health Research Organization, ha sottolineato di voler mettere a disposizione dell’Italia l’esperienza maturata tra Stati Uniti e Europa, puntando a un approccio che unisca ricerca scientifica, prevenzione e tutela ambientale e sociale.

Laureato in Medicina all’Università Federico II di Napoli nel 1986, dal 1992 ha lavorato come professore ordinario alla Temple University e alla Thomas Jefferson University, collaborando a numerosi progetti di studio sul rapporto tra contaminanti e salute.

Il Consiglio superiore di sanità è l’organo consultivo tecnico-scientifico principale del Ministero, chiamato a fornire pareri su materia di igiene, medicina preventiva, malattie infettive, radiazioni e sicurezza ambientale, contribuendo a definire linee guida, protocolli e raccomandazioni per le politiche sanitarie nazionali.

Nel ruolo di consigliere, Giordano parteciperà alle valutazioni su programmi di monitoraggio ambientale, piani di screening oncologico e strategie per la gestione delle emergenze sanitarie, offrendo un contributo volto a integrare evidenze scientifiche e tutela delle comunità più a rischio.

L’oncologo e patologo napoletano Antonio Giordano è stato allievo del premio Nobel James Dewey Watson al Cold Spring Harbour Laboratory diretto dal Nobel ed è autore di varie scoperte tra cui il legame diretto tra la regolazione del ciclo cellulare e lo sviluppo del cancro, dimostrando che affinché le cellule normali si trasformino in neoplastiche è necessario che gli oncogeni interagiscano direttamente con le cicline, determinando una deregolazione del ciclo cellulare e quindi l’insorgenza del fenotipo neoplastico.