Assalto a La Stampa – Informare su Gaza è un dovere morale, quella guerra infinita è un crimine contro l’umanità

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La Digos di Torino ha identificato 36 persone coinvolte nell’irruzione del 28 novembre presso la sede del quotidiano La Stampa in via Lugaro. La Procura ha avviato un’inchiesta ipotizzando il reato di danneggiamento

 

L’assalto alla redazione de La Stampa durante lo sciopero generale del 28 novembre a Torino è stato un episodio gravissimo, che ha colpito non solo un giornale ma l’intera libertà di stampa.
Un centinaio di manifestanti, staccatisi dal corteo principale, hanno raggiunto la sede di via Ernesto Lugaro, lanciando letame contro i cancelli, imbrattando i muri con scritte offensive e, in un crescendo di violenza, hanno forzato le porte ed invaso la redazione. Alcuni slogan urlati, come “Giornalista terrorista, sei il primo della lista” o “Giornalista ti uccido”, hanno reso chiaro il carattere intimidatorio dell’azione.

Il pretesto dell’attacco è stato l’arresto e la convalida del trattenimento dell’imam Mohamed Shahin al Cpr di Caltanissetta, figura di riferimento della moschea Omar Ibn al-Khattab di Torino. Il religioso, cittadino egiziano residente in Italia da oltre vent’anni, è stato raggiunto da un decreto di espulsione per motivi di sicurezza dopo alcune dichiarazioni pubbliche sul conflitto israelo-palestinese. In particolare, Shahin aveva definito l’attacco di Hamas del 7 ottobre come “atto di resistenza”, parole che hanno suscitato polemiche e portato il Ministero dell’Interno a disporne l’espulsione.

Al di là delle considerazioni di parte, la guerra nella Striscia di Gaza è una vergogna e un crimine contro tutta l’umanità, e nessuna delle due parti in guerra può ritenersi innocente.
Parlarne non può che far bene, perché significa non dimenticare chi soffre e chi muore. Al contrario, chi attizza il fuoco delle recriminazioni e trasforma il dolore in odio non fa alcun favore alla pace né alle tante vittime innocenti. Proprio mentre a Torino si consumava l’assalto alla redazione, a Gaza la popolazione continua a vivere in condizioni drammatiche: bombardamenti, sfollamenti, mancanza di aiuti umanitari e un numero crescente di vittime innocenti.

Il direttore de La Stampa, Andrea Malaguti, ha ricevuto la solidarietà del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che hanno condannato senza ambiguità l’accaduto. Malaguti ha definito l’irruzione “un attacco vile e gravissimo all’informazione libera e plurale, ancora più odioso perché avvenuto nel giorno dello sciopero dei giornalisti”.

IRPINIATTIVA esprime piena solidarietà ai colleghi de La Stampa, che si sono sempre sforzati di dare un’informazione obbiettiva e che sono state vittime di un’aggressione che non può essere minimizzata né dimenticata.
Difendere la libertà di stampa significa difendere il diritto dei cittadini a conoscere la verità, a comprendere le ingiustizie e a non lasciare che la violenza oscuri la voce di chi racconta i fatti. La redazione torinese ha sempre svolto il proprio lavoro con obiettività, mantenendo viva l’attenzione su una guerra vergognosa che ha prodotto troppe vittime innocenti. Colpirla significa colpire la coscienza civile del Paese.

La democrazia vive di parole libere e di cronache oneste: ogni volta che una redazione viene violata, è la nostra coscienza collettiva a essere messa alla prova.
Per questo IRPINIATTIVA ribadisce il suo sostegno ai giornalisti e invita la società civile a non restare indifferente.