[Video] Tra Curia e incuria si dissolve un pezzo della storia ecclesiastica di Mugnano del Cardinale


Quella che sto per narrare è – in effetti – la cronaca di un trauma estetico-culturale: solo così può essere descritta la sensazione di nausea che ho provato mentre accompagnavo, insieme alle colleghe e ai colleghi del Liceo “Colletta” di Mugnano del Cardinale, i nostri studenti in una interessante escursione alla scoperta del patrimonio storico e culturale locale.

Stava andando tutto meravigliosamente bene ma, a un certo punto, ho dovuto prendere coscienza dello stato di vero e proprio sfacelo in cui versano l’edificio, le suppellettili e – soprattutto – gli affreschi della Congrega dell’Immacolata Concezione.

Tour didattico al Santuario di Santa Filomena in Mugnano del Cardinale (Av)

Per fortuna, tale “trauma” è stato mitigato sensibilmente dall’aver visto in azione i volontari della Pro Loco e del Forum giovanile (la cui professionalità e dedizione è giusto sottolineare), che ci hanno guidato nell’interessante escursione e – anche – dall’aver appreso dal mio ex nonché brillante studente, Domenico Gerolino, che le due colonne che – nel Santuario – delimitano l’altare di Santa Filomena provengono dalla Reggia di Caserta, ad esso donate in voto da Ferdinando II di Borbone, consorte di Maria Cristina di Savoia, grande devota della “Santa bambina” venerata in tutto il mondo.

La ripresa dal trauma, però, non è stata totale, perché la mia “guarigione” estetica è stata bloccata dalla visione di alcuni quadri (uno in particolare) di cui – potendo – avrei suggerito ben altre e meno nobili collocazioni.

Ma torniamo al “trauma” principale.
L’edificio posto alla destra della Chiesa dell’Ascensione a Mugnano del Cardinale, conosciuto come Congrega dell’Immacolata Concezione, mostra oggi segni forse irreversibili di un lento e colpevole abbandono che ferisce la storia e la cultura religiosa e popolare di Mugnano del Cardinale.
Infiltrazioni d’acqua, fatiscenza del tetto, infissi compromessi e suppellettili danneggiate non sono soltanto dettagli tecnici: sono ferite visibili sui preziosi e antichi affreschi a tema religioso che raccontano secoli di devozione e di arte, e che scalfiscono l’anima stessa della comunità mugnanese.

[Credits immagini e video: Pro Loco]

Le dinamiche Associazioni locali, tra cui la Pro Loco, hanno più volte sollevato la questione, e si sono rivolte alla Curia Vescovile di Nola, proprietaria dell’immobile, per ricercare un intervento condiviso per la conservazione e il recupero di questo importante tassello dell’identità collettiva. Tali richieste sono state formulate con spirito collaborativo e con la speranza di trovare soluzioni pratiche; quel che risulta, però, è che finora non si è giunti a una risposta risolutiva. Lo scopo di questo articolo non è quello di individuare presunti o possibili “colpevoli” ma solo di informare la comunità locale sull’oggettivo stato di “incuria” attuale e di farsi portavoce della richiesta, a chi di dovere, di ricercare soluzioni condivise e risolutive del problema. Anche perché i fedeli e cittadini di Mugnano del Cardinale, sempre attivi e presenti alle varie manifestazioni e attività, lo meriterebbero senza alcun dubbio.

Oltre a ciò, non posso omettere di ricordare che fu il mio compianto e stimato zio, don Giovanni Picariello, con risorse economiche proprie, a realizzare il restauro della Chiesa dell’Ascensione (da lui affidato all’impresa di Pellegrino Schettino), salvandola così dal degrado e restituendola ai mugnanesi; un gesto che rimane un esempio di altruismo, responsabilità civica e amore per il luogo e per i mugnanesi, e che fa risaltare ancor di più l’urgenza degli interventi ora necessari per il recupero della Congrega adiacente alla parrocchia.

La Congrega com’era: dal libro “Mugnano del Cardinale nel tempo” di don Giovanni Picariello.

 

La Congrega come è nel 2025.

Non è mio intento – lo ribadisco – puntare il dito, anche perché la storia locale è fatta di responsabilità condivise, di risorse scarse e di priorità che cambiano. Tuttavia, quando gli affreschi cominciano a perdere i loro colori e il tetto a cedere, la retorica lascia il posto all’urgenza. Salvare quel che resta significa non solo preservare mattoni e pitture, ma mantenere viva la memoria collettiva che quegli spazi custodiscono. Mugnano del Cardinale merita che la sua storia non diventi un’eco sbiadita in una stanza vuota e polverosa.

Se la Curia è la proprietaria dell’immobile, le Associazioni sono la voce della comunità e l’Amministrazione Comunale rappresenta tutti i cittadini, i quali sono i custodi morali della memoria storica: il dialogo tra queste parti può ancora trasformare la preoccupazione in progetto. Nel frattempo, restiamo testimoni e, se non disturba troppo, osiamo sollecitare con garbo ma con fermezza l’attivazione di un confronto tra tutte le parti in causa: la bellezza e lo spirito di un popolo non possono accettare l’indifferenza, e la storia – da tramandare ai posteri – non si conserva da sola.

(Prof. Rino De Rosa)


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