LA TRADIZIONE STORICA DELLA CAMPANIA: L’AVVENTO DEI NORMANNI

Del Prof. Carmine Strocchia

 


Il Sud Italia attorno all’anno 1000

Il Ducato di Napoli, nato come provincia bizantina attorno al 590 sulle ceneri dell’originaria provincia della Campania, fu coinvolto, fin dalla sua nascita e per tutta la sua esistenza, in una continua e quasi ininterrotta sequenza di guerre, principalmente difensive, contro la pressione dei suoi potenti e numerosi vicini. Tra questi, principalmente, i principati longobardi di Benevento, di Salerno e di Capua, i corsari Saraceni, gli imperatori bizantini, i pontefici e, infine, i Normanni, che, come vedremo, lo conquistarono definitivamente nel 1137, ponendo fine alla sua storia.

Proprio in quei frangenti sfortunati, e approfittando delle rivalità fra le potenze in contesa, alcune città del Tirreno, come Napoli, Amalfi e Gaeta – ed altre dell’Adriatico come Bari, Brindisi e Trani – poterono aprire il brillante capitolo della loro storia comunale,

Il sud Italia attorno
all’anno 1000.

Nel Mezzogiorno la stagione dei liberi comuni marittimi fu però assai breve. La stessa gloriosa repubblica di Amalfi, che troviamo per tempo attiva nel grande commercio con l’Oriente mediterraneo, e che si vanta di aver dato all’Europa civile il suo più antico codice di navigazione, resistette indipendente solo fino al XII secolo, allorché, già duramente colpita dalla rivale Pisa, cadde in potere dei nuovi conquistatori, i Normanni. Questi avventurosi saccheggiatori, a partire dal consolidamento, nel corso del X sec., del Ducato di Normandia, ampliarono progressivamente il loro territorio fino a occupare, pur restando ancora feudatari del re di Francia, il regno di Inghilterra con Guglielmo I.

Alcuni guerrieri meridionali si erano stabiliti però anche nell’Italia meridionale a scapito dei Bizantini. Nel 1059 Roberto il Guiscardo, della famiglia normanna degli Altavilla, era riuscito a diventare, con il consenso del Papa Niccolò II, Duca di Calabria e di Puglia.

Nel 1077 anche Landolfo II, ultimo principe longobardo della gloriosa Benevento, si era arreso ai Normanni che ormai giungevano dalla Puglia e dalla Campania e avevano accerchiato i domini dei vecchi duchi. Nel frattempo Roberto aveva conquistato Salerno e si accingeva a renderla prima capitale del Sud Italia, in attesa di conquistare anche la Sicilia assieme a suo fratello.

Dopo una guerra durata 30 anni, nel 1091 Ruggero I d’Altavilla fratello di Roberto, riuscì a cacciare anche i musulmani dalla Sicilia.

I possedimenti via via conquistati dai Normanni furono infine unificati nel 1130 da re Ruggero II Altavilla, Il figlio del conquistatore della Sicilia. Terminava così il dominio musulmano e bizantino nell’Italia meridionale. Intanto, nel 1027 il duca Sergio IV di Napoli aveva donato la contea di Aversa alla banda di mercenari normanni di Rainulfo Drengot, che lo avevano affiancato nell’ennesima guerra contro il principato di Capua. Dalla base di Aversa, nel volgere di un secolo, i normanni saranno in grado di sottomettere tutto il meridione d’Italia, dando vita al Regno di Sicilia. Il ducato di Napoli fu, comunque, l’ultimo territorio a cadere in mano normanna, con la capitolazione del duca Sergio VII di Napoli nel 1137.

Alla fine, il regno normanno comprendeva Puglia, Calabria, Sicilia, Campania, Basilicata e in seguito anche l’Abruzzo.  Ruggero II riuscì nell’impresa di conquista usando come strumenti di governo   astuzia e terrore. Dovette vincere forti opposizioni, sia da parte delle popolazioni conquistate, sia dei Baroni normali che avevano contribuito al suo successo.  Seppe però anche tollerare diversità di culture e di religione dovendo regnare su musulmani Bizantini Longobardi e Latini.  Per inciso, il termine Barone, così importante nella storia del Sud, è di origine germanica e significava uomo libero, guerriero; dall’XI secolo indicò gli aristocratici più importanti, secondi solo al re.

La nascita del regno Normanno è stata un avvenimento importantissimo nella storia meridionale e di quella in generale dell’Italia. Da quel momento, infatti, e fino alla conquista di Garibaldi del 1860, l’Italia meridionale formò un regno distinto ancora oggi al Sud le tracce della dominazione normanna sono largamente presenti.