La giornata del 27 aprile 2025 ha regalato agli studenti della 4B del Liceo “P. Colletta” di Mugnano del Cardinale un’esperienza formativa intensa e affascinante all’interno dello splendido Palazzo del Principe di Sirignano, una delle tappe più suggestive del progetto educativo “Vivere il territorio e la comunità: tra socialità, natura e storia”. La cordiale accoglienza dell’assessore Rino Peluso, che ha ribadito la sensibilità dell’amministrazione comunale nel favorire l’apertura del castello ai giovani e alle istituzioni scolastiche, ha dato il via a un pomeriggio ricco di scoperte e approfondimenti.
A impreziosire l’attività formativa, tenuta dal Prof. Rino De Rosa, è stata l’appassionata, precisa e puntuale descrizione storica del prof. Pasquale Colucci, noto e stimato storico locale, che con competenza e vivacità narrativa ha delineato la storia del maniero, delle famiglie che lo hanno abitato e dei suoi ospiti illustri – potenti, politici, artisti – che lo hanno frequentato. Dai Caravita ai legami con Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de Il Gattopardo, opera che racconta il tramonto dell’aristocrazia siciliana e che trova sorprendenti risonanze nelle vicende della famiglia Caravita, fino agli aneddoti più curiosi come quello di Pupetto Caravita e del presunto collegamento con San Gennaro, ogni racconto ha contribuito a rendere il castello un luogo vivo, ricco di memorie e suggestioni.
Accanto al prof. Colucci, è intervenuto in modo significativo il prof. Rino De Rosa, che non solo ha curato l’intera mediazione didattica, ma ha partecipato attivamente e poi approfondito il contesto e alcuni fatti storici, chiarendo punti complessi e sollecitando riflessioni su aspetti di particolare interesse. Ricordando, tra l’altro, la figura di “Pupetto Caravita” e del suo libro “Memorie di un uomo inutile” e alcuni aneddoti. Egli ha inoltre trattato in modo completo e approfondito tutta la parte dedicata ai mestieri tradizionali di cui si occupava il popolo nel periodo considerato, illustrando con precisione e passione il mondo dei boscaioli, dei carbonai, dei funai, degli scalari, dei commercianti della neve e dei lavoratori delle fornaci calcaree. Il suo contributo ha permesso ai ragazzi di comprendere come la “storia con la s minuscola” sia spesso la più preziosa, perché racconta l’anima autentica di una comunità.

Determinante per l’ottima riuscita dell’attività educativa è stata l’azione di coordinamento della prof.ssa Maria Del Giudice De Rosa, che ha svolto il suo ruolo di tutor con attenzione, cura e professionalità, favorendo un clima sereno, partecipativo e attento. La sua presenza ha garantito continuità, organizzazione e supporto, rendendo l’esperienza ancora più efficace dal punto di vista educativo.
La giornata ha permesso inoltre di scoprire da vicino la straordinaria architettura neogotica del palazzo, illustrata con competenza dal prof. De Rosa, e di apprezzare la bellezza del giardino, un luogo che ha incantato i ragazzi per la sua atmosfera sospesa tra natura e storia. Per molti di loro, il castello è stato una vera rivelazione: un luogo visto tante volte dall’esterno ma mai esplorato con tale profondità.
Il pomeriggio si è trasformato così in un momento di riscoperta identitaria, di immersione nella storia locale e di socializzazione, dimostrando quanto sia importante offrire ai giovani occasioni per conoscere il proprio territorio e sentirsi parte attiva della comunità. Il maniero, grazie all’entusiasmo degli studenti, ha ripreso vita, confermando che la cultura diventa davvero significativa quando incontra lo sguardo curioso delle nuove generazioni.
(A.C.)
Si ringraziano gli studenti Cimmino Giovanni e Vitale Francesco, per il contributo fotografico.

