
Pur riconoscendo la piena legittimità democratica di ogni forma di protesta civile, IRPINIATTIVA ritiene doveroso esprimere una posizione diversa. L’arte, per sua natura, appartiene all’umanità intera e non può essere ridotta a strumento di geopolitica. Confondere un popolo con il suo governo o regime attuale – sia esso dell’Est o dell’Ovest – significa alimentare una percezione distorta e pericolosa, che finisce per fare il gioco di chi desidera fomentare divisioni e conflitti. Far sentire un popolo “odiato” dagli italiani non è solo ingiusto, ma anche contrario alla nostra storia, perché il popolo italiano è sempre stato amico del popolo russo, come di tanti altri popoli con cui ha condiviso scambi culturali, artistici e umani.
Le critiche rivolte al presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, durante le manifestazioni di oggi , non scalfiscono la chiarezza della sua posizione, che IRPINIATTIVA condivide pienamente: la Biennale non è un’arena diplomatica, ma un luogo di incontro, di dialogo e di libertà creativa. Escludere un padiglione nazionale per ragioni politiche significherebbe tradire la missione stessa dell’istituzione, che da oltre un secolo difende l’autonomia dell’arte rispetto ai poteri e alle contingenze storiche.
In un momento in cui il mondo sembra scivolare verso nuove polarizzazioni, ribadire il valore dell’arte come ponte tra culture è un atto necessario. L’arte non giustifica i governi: racconta i popoli. E i popoli non devono essere messi gli uni contro gli altri. La Biennale, con la sua apertura odierna, ci ricorda che la cultura è uno spazio di resistenza alla semplificazione, all’odio e alla propaganda.
Per questo IRPINIATTIVA guarda con favore all’avvio di questa edizione, convinta che solo mantenendo aperti i canali del confronto e della creatività si possa contribuire a un futuro più pacifico e più umano. L’arte non chiude mai: apre. Sempre.

