Due persone sono indagate per aver sottratto circa 360mila euro dai conti correnti di ignari correntisti, sfruttando l’accesso privilegiato di una dipendente delle Poste Italiane. Il sequestro ha colpito anche cinque immobili e 18 rapporti finanziari.

Un’indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Maddaloni (CE) ha portato alla luce una complessa rete di frodi finanziarie e contabili che ha coinvolto due individui, tra cui una dipendente delle Poste Italiane. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso un decreto di sequestro preventivo per equivalente pari a circa 360mila euro, su richiesta della Procura competente.
Il provvedimento è stato notificato dopo mesi di accertamenti che hanno evidenziato una sistematica sottrazione di fondi dai conti correnti di numerosi clienti.
Le operazioni illecite si sarebbero svolte tra febbraio e dicembre dello scorso anno, periodo durante il quale gli indagati avrebbero utilizzato manovre di raggiro e accessi abusivi ai dati sensibili per appropriarsi di somme ingenti.
La posizione lavorativa di uno dei soggetti coinvolti, impiegata presso un ufficio postale, avrebbe facilitato l’accesso alle informazioni riservate dei correntisti, rendendo possibile la realizzazione delle frodi.
Le accuse mosse dalla Procura sono gravi e comprendono peculato, per l’appropriazione indebita di denaro affidato per ragioni di servizio; sostituzione di persona, per l’uso illecito delle identità dei clienti; riciclaggio e autoriciclaggio, per aver cercato di occultare la provenienza del denaro attraverso investimenti e trasferimenti su conti e immobili.
Gli inquirenti hanno infatti rintracciato le somme sottratte in diversi rapporti bancari e beni immobiliari, tutti sottoposti a vincolo reale. È stato inoltre disposto il blocco del quinto dello stipendio dei due indagati, misura che rafforza l’intento di recuperare quanto sottratto.
L’operazione ha sollevando interrogativi sulla sicurezza dei dati bancari e sulla fiducia nei confronti degli enti che gestiscono il risparmio dei cittadini.
Le indagini, ancora in corso, mirano a chiarire l’intera rete di responsabilità e a verificare se vi siano ulteriori soggetti coinvolti.
In attesa della conclusione delle indagini e dell’iter giudiziario, gli indagati devono ritenersi presunti innocenti, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.

