La giornata scolastica alla primaria di Via Aldo Moro, a Quadrelle (AV), si è aperta con una scoperta che ha lasciato l’intera comunità profondamente scossa.
All’arrivo del personale e dei bambini, è apparso subito chiaro che qualcuno aveva violato l’edificio durante la notte, forzando una finestra e lasciando segni inequivocabili dell’intrusione. L’allarme è stato immediatamente inoltrato ai carabinieri, che hanno avviato i primi accertamenti.
Dalle verifiche iniziali è emerso che gli intrusi, una volta entrati, si sono diretti verso il locale in cui vengono custodite le attrezzature informatiche utilizzate quotidianamente dagli alunni. Nonostante la presenza di una porta blindata, la stanza è stata aperta con la forza, consentendo ai responsabili di impossessarsi di otto tablet e tredici computer portatili. Si tratta di strumenti essenziali per le attività didattiche, impiegati ogni giorno in supporto alle LIM presenti nelle classi. La loro sottrazione rappresenta un colpo pesante per gli studenti, che si vedono privati di materiali indispensabili al loro percorso formativo.
La scuola ospita circa ottanta alunni distribuiti in sei classi, tra cui una doppia prima a tempo prolungato attivata quest’anno. In un contesto così numeroso e vivace, la perdita del materiale informatico non è soltanto un danno economico: è un ostacolo concreto alla continuità delle attività educative, che richiedono strumenti adeguati per garantire pari opportunità a tutti gli studenti. Privare i più piccoli di ciò che serve loro per imparare significa colpire direttamente il cuore della missione scolastica.
Il sindaco Simone Rozza, intervenuto sul posto, ha espresso profondo rammarico per l’accaduto, evidenziando come l’assenza di un sistema di videosorveglianza operativo abbia reso l’edificio particolarmente esposto. L’impianto d’allarme, un tempo funzionante, risulta ormai inattivo, mentre l’installazione delle nuove telecamere – già programmata – non aveva ancora raggiunto questa sede. «È sconfortante constatare che chi compie simili atti riesca a precedere interventi pensati per proteggere i nostri bambini», ha dichiarato il primo cittadino.
Le indagini sono attualmente in corso e proseguiranno per individuare i responsabili. Resta, intanto, il dispiacere per un gesto che ha sottratto ai bambini ciò che appartiene al loro diritto allo studio e alla loro crescita quotidiana.

