A Napoli, nella notte tra il 23 e il 24 aprile, il cuore della Duchesca è stato scosso dal cedimento improvviso di una palazzina fatiscente in via Francesco Saverio Siniscalchi, a pochi passi da piazza Garibaldi. Intorno alle due, la facciata e parte della struttura di un edificio di quattro piani sono collassate, sollevando una nube di polvere e riportando l’attenzione sul degrado cronico che affligge l’area. Lo stabile, già dichiarato inagibile e sgomberato da tempo, era però diventato un riparo di fortuna per diversi senzatetto, come confermato da residenti e volontari che da mesi segnalavano movimenti notturni all’interno.
I vigili del fuoco sono intervenuti immediatamente, lavorando per ore tra le macerie con unità cinofile e termocamere per escludere la presenza di persone intrappolate. Al momento non risultano feriti, un esito che molti definiscono “miracoloso”, considerando che la zona è solitamente molto frequentata durante il giorno. Per precauzione sono stati evacuati alcuni edifici limitrofi e l’intera strada è stata transennata, mentre gli escavatori hanno iniziato a rimuovere i detriti per mettere in sicurezza ciò che resta della struttura.
Secondo quanto riportato da altre testate locali, il palazzo era inserito da anni in un elenco di edifici a rischio, e più volte i residenti avevano denunciato crepe, cedimenti e infiltrazioni. Le segnalazioni, però, non avevano portato a interventi risolutivi, alimentando un clima di frustrazione che ora esplode in pieno.
Sul piano politico, la vicenda ha immediatamente acceso il dibattito. Iris Savastano, segretaria cittadina di Forza Italia, ha definito il crollo “una ferita annunciata”, sottolineando come lo stabile fosse da tempo esposto a occupazioni abusive e come l’intera zona rappresenti un intreccio irrisolto di fragilità urbanistica e disagio sociale. Ha ribadito la necessità di controlli sistematici, di una mappatura aggiornata degli edifici pericolanti e di interventi rapidi per contrastare l’abbandono che caratterizza molte aree del centro storico.
Anche Francesco Emilio Borrelli, deputato di AVS, ha parlato di “tragedia evitata solo dal caso”, ricordando che appena il giorno precedente i cittadini erano scesi in strada per denunciare lo stato di abbandono del quartiere. Ha evidenziato come la pericolosità dell’edificio fosse nota da anni e come il crollo, se avvenuto in pieno giorno, avrebbe potuto trasformarsi in un disastro con conseguenze ben più gravi.
Dalle testimonianze raccolte da altri organi di stampa emerge inoltre che la Duchesca vive da tempo una situazione di degrado diffuso: edifici pericolanti, strade dissestate, attività commerciali irregolari e una presenza costante di persone senza fissa dimora che cercano riparo in strutture abbandonate. Il crollo diventa così il simbolo di un problema più ampio, che riguarda non solo la sicurezza degli edifici ma anche la gestione sociale e urbanistica di un’area strategica della città.
Mentre le operazioni di messa in sicurezza proseguono, resta la consapevolezza che quanto accaduto non sia un evento isolato, ma l’ennesimo campanello d’allarme. Ogni ritardo negli interventi, come ricordano i residenti, può trasformarsi in un rischio concreto per la vita delle persone, e la notte della Duchesca lo ha dimostrato ancora una volta.

