Monteforte Irpino al centro di NOVA: idee, proposte e confronto con il vicepresidente M5S Gubitosa

A Monteforte Irpino (Av), uno dei 100 punti di ascolto di NOVA, una normale giornata si è trasformata in un laboratorio di partecipazione civica. In tanti hanno scelto di partecipare, parlare, raccontare cosa non funziona e cosa andrebbe cambiato, confermando che il bisogno di essere ascoltati è tutt’altro che scomparso. L’iniziativa, che ha già coinvolto oltre 16mila persone in tutta Italia, punta a raccogliere idee e proposte per un Paese più giusto, più solido e più vicino ai problemi concreti di chi lo abita.

Nel punto di ascolto irpino era presente anche Michele Gubitosa, parlamentare originario della provincia e vicepresidente del Movimento 5 Stelle, figura di riferimento nazionale del progetto. La sua partecipazione ha dato un segnale chiaro: l’Irpinia non è una comparsa sullo sfondo, ma un territorio che può contribuire in modo decisivo alla definizione delle priorità politiche dei prossimi anni. Non un semplice sopralluogo, ma la scelta di stare dentro il confronto, accanto a cittadini, attivisti, amministratori locali, giovani e lavoratori.

Le conversazioni si sono mosse attorno a nodi che attraversano la vita quotidiana di milioni di persone: stipendi che non bastano, tasse percepite come ingiuste, bollette sempre più pesanti, la necessità di un modello energetico più sostenibile, la difesa dell’ambiente come bene comune, una scuola capace di non lasciare indietro nessuno e una sanità pubblica che torni ad essere un diritto effettivo, non un percorso a ostacoli. A tutto questo si è aggiunta una richiesta forte e condivisa: più legalità, più trasparenza, meno zone d’ombra nella gestione delle risorse pubbliche.

Ciò che distingue NOVA da molte iniziative tradizionali è il modo in cui si svolge il confronto. Non ci sono palchi da cui qualcuno parla e altri ascoltano in silenzio. Le persone si siedono allo stesso tavolo, propongono temi, li discutono, li approfondiscono. La politica, in questo schema, non è un messaggio calato dall’alto, ma un processo che parte dal basso e prova a trasformare le esperienze di vita in scelte concrete. È una visione di democrazia in cui i cittadini non sono spettatori, ma protagonisti del cambiamento.

Il percorso non si esaurisce con gli incontri territoriali. I contributi raccolti nei 100 punti di ascolto verranno sistematizzati e affidati a un gruppo rappresentativo di cittadini che lavorerà alla definizione di proposte politiche organiche. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: costruire uno dei più ampi esperimenti di democrazia partecipata mai realizzati nel nostro Paese, in cui le decisioni non nascono solo nei palazzi, ma anche nelle piazze, nelle sale civiche, nei luoghi di incontro dei territori.

La giornata di Avellino ha mostrato che, nonostante la disillusione e l’astensionismo, esiste ancora una parte di Paese che non si rassegna. Persone che scelgono di metterci la faccia, di raccontare la propria storia, di chiedere con forza una politica capace di ascoltare, comprendere e intervenire. Se questo percorso riuscirà davvero a tradurre quelle voci in decisioni, lo si vedrà nel tempo. Ma una cosa è già evidente: quando si offre uno spazio vero di partecipazione, i cittadini rispondono. E lo fanno con una chiarezza che nessun sondaggio potrà mai restituire.

(Prof. Andrea Canonico)


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