Esplode il Sakurajima, il sosia del Vesuvio: l’eruzione che scuote il Giappone

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Una colonna di cenere alta 4.400 metri ha oscurato il cielo di Kagoshima. Il vulcano giapponese, gemello del Vesuvio, ricorda al mondo la forza della natura e la fragilità delle città che vivono all’ombra dei crateri.

Il vulcano Sakurajima, nella prefettura di Kagoshima, è considerato il sosia del Vesuvio per la sua imponenza e per la vicinanza a una grande città costiera. La somiglianza con il vulcano napoletano non è solo paesaggistica: entrambi sono stratovulcani e condividono una storia di eruzioni spettacolari e pericolose. Non a caso Napoli e Kagoshima sono città gemellate, unite da un destino comune che le vede convivere con vulcani tanto affascinanti quanto minacciosi.

Il Vesuvio è celebre per l’eruzione del 79 d.C. che distrusse Pompei ed Ercolano, mentre il Sakurajima ha avuto episodi devastanti come quello del 1914, che trasformò l’isola in una penisola collegata alla terraferma. La differenza principale è che il Vesuvio è quiescente dal 1944, mentre il Sakurajima è tra i vulcani più attivi del Giappone, con esplosioni quasi quotidiane. Questo rende il rischio immediato più alto per Kagoshima, anche se l’area metropolitana di Napoli, con i suoi oltre tre milioni di abitanti, sarebbe molto più vulnerabile in caso di una nuova grande eruzione.

Il 16 novembre 2025 il Sakurajima ha dato prova della sua potenza con una nuova eruzione. Alle 00:57 ora locale, il cratere Minamidake ha espulso una colonna di cenere alta 4.400 metri, accompagnata da grandi rocce vulcaniche. Le autorità hanno innalzato il livello di allerta a 3 su 5, imponendo restrizioni di accesso nelle zone vicine. Non sono stati segnalati feriti o danni agli edifici, ma la cenere ha interessato diverse aree circostanti. L’evento sembra essersi concluso, anche se la situazione resta instabile e non si esclude la possibilità di nuove esplosioni nei prossimi giorni.

Questa eruzione è un monito per Napoli e per tutta l’area vesuviana. Il Vesuvio, pur silente da decenni, conserva la sua natura esplosiva e richiede monitoraggio costante e piani di evacuazione. Il “sosia del Vesuvio” ci ricorda che vivere all’ombra di un vulcano significa accettare la sua bellezza ma anche la sua minaccia. Kagoshima e Napoli, pur lontane migliaia di chilometri, condividono lo stesso destino: imparare a convivere con la forza della natura.