Consuntivo di fine anno dei CARABINIERI del Comando provinciale di Napoli – Contrasto alla violenza e alla criminalità organizzata

Tema fondamentale la violenza di genere, un argomento sul quale l’Arma ha investito e continuerà a investire ogni necessaria risorsa.
Il capitano Valentina Bianchin, Comandante della Compagnia di Casoria è specializzata sul fenomeno: “Quando una donna entra in caserma dopo anni di silenzi, non porta solo una denuncia, bensì un pezzo della sua vita. Il nostro compito è ricomporre, proteggere, ascoltare senza giudicare e agire senza esitazioni.
Il momento più emozionante è quando percepisci che “non si sente più sola”. È lì che comprendi che non stai svolgendo solo un compito tecnico, bensì un lavoro dai risvolti soprattutto umani. E quando una di loro ti scrive, mesi dopo, solo per dire “sto meglio”, ecco… quella è la nostra vera vittoria.”

Impronte, ricerca delle tracce, balistica. Solo una piccola parte delle investigazioni scientifiche, sempre affascinanti ma estremamente complesse.
Il Tenente Colonnello Giuseppe Peluso, comandante della sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo di Napoli:
“La scena del crimine parla, ma parla piano. Devi chinarti, osservare, entrare in una logica che non lascia spazio alla fretta. Un’impronta, una fibra, un elemento di troppo: ogni dettaglio può cambiare la storia che hai davanti.
Molti pensano che sia un lavoro da telefilm: in realtà è fatto di interminabili ore in silenzio, luci fredde e ragionamenti che devono incastrarsi al millimetro. Ma quando un’indagine si chiude grazie a un frammento minuscolo che solo tu avevi notato… beh, capisci perché lo fai. È come completare un puzzle che nessuno vede, ma che vale giustizia.”

E poi gli artificieri, esperti di esplosivi che proprio in questo periodo lavorano alacremente per sensibilizzare il cittadino all’uso consapevole dei fuochi e nelle innumerevoli bonifiche sul territorio. È di queste ore l’arresto di un 21enne a Pollena Trocchia trovato in possesso di 21 chili di cobra in un negozio di ortofrutta.
I carabinieri, al pari delle altre Forze di Polizia, sono impegnati in questi giorni nei controlli alle aziende pirotecniche sul territorio, disposti a livello ministeriale e coordinati dalla Prefettura di Napoli.
A Cimitile i militari di Castello di Cisterna hanno immediatamente sospeso un’attività che si occupa della vendita di materiale pirotecnico. L’imprenditore, titolare dell’azienda, nonostante avesse la licenza per la vendita non aveva mai presentato al Comune la comunicazione di inizio attività. All’interno della ditta 2.563 fuochi d’artificio per un totale di massa attiva pari a 205 chili. Fuochi che non potranno essere messi in commercio fino a quando l’imprenditore non regolarizzerà la propria posizione.
Sul loro impegno il Luogotenente Gaetano Savarese:
“Quando arriviamo su un ordigno sospetto, il rumore intorno scompare. Restano il silenzio, la concentrazione, e la responsabilità di sapere che da ogni gesto dipende la sicurezza di molte persone. Non esistono margini di errore. È un lavoro che richiede preparazione tecnica continua, ma soprattutto equilibrio mentale. La paura c’è ed è giusto che ci sia: serve a rimanere concentrati e non abbassare la guardia.”

Un capitolo centrale dell’attività del 2025 è stato il contrasto alla criminalità organizzata.
Il Generale Biagio Storniolo sottolinea come “la lotta alle mafie non sia fatta solo di grandi numeri, ma di indagini lunghe, complesse, che richiedono tempo, metodo e una profonda conoscenza del territorio. È un lavoro di squadra che colpisce i clan nei loro assetti, nelle loro economie e nei loro equilibri”.

Nel corso dell’anno, i Carabinieri del Comando provinciale di Napoli, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno condotto numerose operazioni di rilievo nei confronti delle principali compagni criminali operanti nel capoluogo e nella città metropolitana.

Tra le più importanti, nella nottata del 2 dicembre 2025, l’esecuzione di un’ordinanza cautelare nei confronti di 21 soggetti, ritenuti gravemente indiziati – a vario titolo – di associazione di tipo mafioso, estorsione, ricettazione ed evasione, aggravate dal metodo e dalle finalità mafiose. L’operazione ha documentato la perdurante operatività del clan Licciardi, storico sodalizio dell’“Alleanza di Secondigliano”, ricostruendone ruoli, dinamiche interne e un sistema estorsivo che colpiva commercianti, soggetti dediti alle truffe informatiche e persino occupanti abusivi di alloggi popolari, costretti a versare somme ingenti per poter continuare a vivere nelle abitazioni.

Il 17 novembre, un’altra vasta operazione ha interessato i territori di Nola, Cicciano e Casamarciano, con l’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 44 persone, ritenute affiliate al clan Russo. Le indagini hanno fatto emergere un controllo pervasivo del territorio, soprattutto nel settore immobiliare, un articolato sistema di estorsioni e un circuito illecito di giochi e scommesse, nonché episodi di presunto condizionamento delle competizioni elettorali amministrative.

Il 12 settembre, i Carabinieri hanno inferto un duro colpo ai clan attivi nel quartiere San Giovanni a Teduccio, con l’arresto di due soggetti responsabili di una “stesa” armata avvenuta nel periodo pasquale. Le indagini hanno ricostruito la rottura di una precedente pax mafiosa tra i clan Rinaldi-Reale e D’Amico “Gennarella”, documentando una fase di forte instabilità criminale e di pubblica intimidazione.

Il 29 luglio, a Caivano, un’operazione ha colpito lo storico clan Ciccarelli, evidenziandone la persistente egemonia sul territorio e nuove dinamiche criminali emerse dopo precedenti arresti. Le indagini hanno portato alla luce numerosi episodi estorsivi ai danni di imprenditori e commercianti e al sequestro di documentazione contabile utilizzata dal clan per pianificare le attività illecite.

Particolarmente significativa anche l’operazione del 25 giugno a Ponticelli, dove Carabinieri e Polizia Locale hanno eseguito sequestri e sgomberi di immobili comunali occupati abusivamente e trasformati in una vera e propria roccaforte del clan De Martino. Un intervento complesso, con l’impiego di oltre 200 operatori, che ha restituito legalità e sicurezza a un’area fortemente compromessa.

Nel corso dell’anno sono state inoltre smantellate organizzazioni camorristiche attive nei quartieri occidentali di Napoli, come i clan Troncone e Frizziero, coinvolti in traffico di droga, estorsioni, contrabbando e nel controllo di attività illecite come parcheggiatori abusivi e ormeggi, nonché sodalizi dediti al narcotraffico innovativo, come il sistema di “delivery della droga” sviluppato tra l’agro nolano, Napoli, Avellino e Palermo.

“Colpire la criminalità organizzata” – conclude il Generale Storniolo – “significa restituire spazi di libertà ai cittadini onesti, indebolire il controllo mafioso sull’economia e riaffermare la presenza concreta dello Stato. È una battaglia che non si ferma e che continuerà anche nel 2026 con la stessa determinazione”.

“L’incontro di oggi è anche l’occasione, oltre ai naturali bilanci di fine anno, per evidenziare lo straordinario impegno profuso dai Carabinieri sul territorio attraverso un elevatissimo numero di servizi preventivi. Significa essere presenti dove ce n’è bisogno garantendo la sicurezza dei cittadini anche nei luoghi più remoti e isolati.
Il ruolo delle Tenenze e delle Stazioni Carabinieri simboleggia e conferma quel legame unico con le comunità e la funzione di rassicurazione sociale quotidianamente assicurata.