Ormai non è più una notizia. Anzi, siamo giunti al punto che nel Baianese sarebbe quasi sorprendente trovare un Postamat che funzioni sempre, piuttosto che segnalare l’ennesimo sportello in tilt.
I nostri lettori ce lo segnalano da giorni – e lo abbiamo verificato anche noi di IRPINIATTIVA.NEWS, a Mugnano del Cardinale e a Sperone – dove, peraltro, abbiamo incrociato utenti che esprimevano il loro disappunto in modalità… diciamo molto colorite e “turpiloqui”, che ovviamente non possiamo riportare.
Il punto, però, resta sempre lo stesso: non parliamo di persone che chiedono un favore, ma di cittadini che vorrebbero semplicemente ritirare una piccola frazione dei propri soldi: non contributi, non bonus, non elargizioni straordinarie: soldi loro, guadagnati o pensioni maturate.
Eppure, nel Mandamento Baianese, l’operazione più elementare – inserire la carta, digitare il PIN, prendere i contanti – rischia di trasformarsi – lentezze di alcuni sportelli a parte – in una piccola “lotteria”.
Secondo le segnalazioni che continuano ad arrivare da diversi comuni, i Postamat mostrerebbero una serie di disfunzioni: lentezza cronica, blocchi improvvisi, sportelli fuori servizio e, soprattutto, casi in cui l’apparecchiatura è “a secco” e il denaro non viene erogato. Una situazione che, a detta di molti cittadini e di vari interventi pubblici degli ultimi anni, non sarebbe affatto episodica.
Il problema diventa ancora più pesante, soprattutto negli orari serali, per chi ha difficoltà di spostamento: anziani, persone senza auto, chi deve organizzarsi chiedendo passaggi o pagando mezzi di trasporto.
La scena è sempre la stessa: si arriva allo sportello, magari dopo aver fatto fila, magari accompagnati; si tenta l’operazione e… nulla. Messaggi laconici, sportello bloccato, contante non disponibile. E il cittadino torna a casa come è venuto, con la differenza che ha perso tempo, energie e – spesso – la pazienza.
Il tutto mentre, paradossalmente, si invita la popolazione a usare strumenti elettronici, carte, app, sportelli automatici. Peccato che nel Baianese la tecnologia, invece di semplificare, rischi di complicare. Non molto tempo fa, per esempio, l’ufficio postale di Sperone è stato chiuso per lavori di ammodernamento legati al progetto “Polis”, con la promessa di servizi più moderni ed efficienti. L’ufficio è stato riaperto con grande enfasi sulla “modernità” delle strutture.
È chiaro che guasti, aggiornamenti e problemi tecnici possono capitare. Ma quando il disservizio diventa sistematico nella percezione degli utenti, non è più un imprevisto: è un problema strutturale.
Da chi gestisce questi servizi ci si aspetterebbe almeno tre cose: chiarezza, tempestività, rispetto. Chiarezza, perché gli utenti hanno diritto di sapere se uno sportello è operativo o meno. Tempestività, perché uno sportello fermo per giorni non è un guasto, è un disservizio. Rispetto, perché dietro ogni prelievo mancato c’è una persona che deve fare la spesa, comprare farmaci, pagare una bolletta.
Il problema, dunque, non è solo tecnico: è sociale. In un territorio dove gli spostamenti non sono semplici e la rete digitale è spesso carente, un Postamat che non funziona non è un fastidio: è un ostacolo concreto alla vita quotidiana. Non tutti hanno alternative, carte aggiuntive, mezzi propri o parenti disponibili ad accompagnare altrove.
E se un giorno, passando per Mugnano del Cardinale, Sperone o gli altri centri del Mandamento, scoprissimo che tutti gli sportelli sono funzionanti, veloci e affidabili, saremo i primi a scriverlo. Anzi: saremmo felici che la “non notizia” di oggi diventasse finalmente una buona notizia .
Fino ad allora, continueremo a raccontare ciò che i cittadini vivono ogni giorno: la cronaca, sempre meno sorprendente, di chi per ritirare i propri soldi deve armarsi non solo di carta e PIN, ma anche di pazienza, ironia e – ormai – una certa dose di rassegnazione.
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