Campi Flegrei e Vesuvio, doppio sciame sismico: magnitudo, orari e cosa sta accadendo

Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 2026 l’area dei Campi Flegrei è tornata a far registrare un’intensa attività sismica, confermando una fase di particolare vivacità che prosegue ormai da giorni. Poco dopo le tre del mattino, precisamente alle 3:23, i sismografi dell’Osservatorio Vesuviano hanno rilevato una scossa di magnitudo 3.1, seguita appena un minuto dopo, alle 3:24, da una replica di magnitudo 2.9. Entrambi gli eventi hanno avuto epicentro nell’area flegrea, con numerose segnalazioni di persone svegliate di soprassalto e scese in strada, soprattutto tra Pozzuoli, Napoli e i comuni limitrofi. Nelle ore successive sono stati registrati altri eventi di minore intensità, confermando la persistenza dello sciame sismico.

Già nella giornata del 5 gennaio l’area aveva mostrato segnali di crescente attività. Intorno alle 13:54, infatti, una scossa di magnitudo 2.9 era stata avvertita distintamente nella zona di Pozzuoli, con epicentro localizzato nel cratere della Solfatara e ipocentro a circa 3 chilometri di profondità. L’evento era stato preceduto da una serie di scosse più leggere, la più forte delle quali aveva raggiunto magnitudo 1.7, delineando un quadro di attività continua e monitorata con attenzione.

Parallelamente, anche l’area vesuviana aveva mostrato segnali di movimento nella giornata precedente, con scosse avvertite e registrate dagli strumenti dell’INGV, in un contesto in cui sia il Vesuvio sia i Campi Flegrei risultano da settimane in una fase di maggiore sensibilità. Secondo il primo bollettino del 2026 dell’Osservatorio Vesuviano, l’area flegrea continua a mostrare sollevamento del suolo e un numero significativo di eventi sismici, con 25 terremoti registrati nella settimana tra il 29 dicembre 2025 e il 4 gennaio 2026. Nonostante ciò, gli esperti sottolineano che i parametri attuali non indicano evoluzioni immediate, pur richiedendo un monitoraggio costante.

Il susseguirsi delle scosse tra Vesuvio e Campi Flegrei nelle ultime 48 ore ha inevitabilmente alimentato preoccupazione tra i residenti, ma gli enti scientifici ribadiscono che si tratta di fenomeni coerenti con la dinamica bradisismica e vulcanica dell’area. Resta comunque fondamentale mantenere alta l’attenzione e seguire le comunicazioni ufficiali, mentre l’attività sismica continua a ricordare la complessità e la delicatezza di uno dei distretti vulcanici più monitorati d’Europa.