Ci sono viaggi che si misurano in chilometri e altri che si misurano negli incontri. Quello di Sebastiano Paulesu in Campania appartiene alla seconda categoria.
Dopo la partecipazione alla “pillola” dedicata agli scacchi 8×8, trasmessa sul canale 214 Sport Channel, il Candidato Maestro è tornato in regione per due giornate tra Montesarchio, Benevento e Avellino, incontrando giocatori, appassionati, giovani talenti, istruttori e dirigenti.
Tornei, confronto e formazione hanno costruito un percorso che ha superato i confini della competizione. Gli appuntamenti organizzati dalle ASD di Piero Serpini e Roberto Citarella, Giovanni Iandolo, Pasquale De Guglielmo hanno offerto l’occasione per mettere in contatto esperienze diverse e avviare un dialogo tra le realtà della Valle Caudina, del Beneventano e dell’Irpinia.
Un segnale significativo è arrivato dalla presenza, a tutti e tre gli eventi, di Marco Picariello, presidente dell’ASD Scacchi Irpina. La sua attività testimonia come gli scacchi possano diventare uno strumento concreto di apertura verso l’Europa e il mondo. La partecipazione dell’ASD Circolo Scacchistico di Montella ai progetti Erasmus+ e alla rete nazionale Sport e Salute trova in Picariello un promotore attento e credibile, riconosciuto anche come role model nei contesti internazionali dedicati alla mobilità giovanile. Il suo percorso unisce competenza sportiva, visione educativa e capacità di creare relazioni. Una leadership costruita sul territorio e rivolta soprattutto alle nuove generazioni, nella convinzione che lo sport possa essere educazione, cittadinanza e coesione.

In questo quadro si inserisce lo Scaccodiario 2026/27, presentato durante gli incontri campani. Il progetto nasce dalla volontà di raccontare gli scacchi attraverso un appuntamento quotidiano fatto di pensiero, memoria, esperienza e scoperta. Non soltanto mosse e partite, ma una chiave per leggere il gioco come palestra della mente e metafora della vita.
A Benevento questa filosofia trova una solida espressione nell’A.S.D. Benevento Scacchi, nata con particolare attenzione alla diffusione degli scacchi con iscritti che vanno dai 6 agli 88 anni: un dato che restituisce tutta la forza intergenerazionale di questa disciplina.
Tra i più giovani Giovanni Luca Iandolo è già vicecampione regionale Under 8. Accanto agli atleti, il circolo può contare su un Arbitro Regionale e su due istruttori federali abilitati all’insegnamento nelle scuole: Giovanni Iandolo, istruttore dal 2003, e Paola Grasso, presidente dell’associazione e seconda donna in Campania a ricoprire questo incarico.
In Valle Caudina, l’ASD Scacchi Valle Caudina, prima associazione sportiva dilettantistica dedicata agli scacchi nata nel territorio, porta avanti un’attività che intreccia gioco, socializzazione e agonismo.
Ed è proprio tra i più giovani che lo spirito di queste giornate ha trovato le sue immagini più autentiche.
C’è Massimo, che davanti a Paulesu ha scelto di non accontentarsi della patta. Ha continuato a giocare, ha perso e ha trasformato quella sconfitta in una lezione. Il suo commento, pronunciato con il sorriso, vale più di molte spiegazioni: «Ho perso, ma ho avuto una lezione da un Maestro».
In quelle parole c’è il senso più alto dello sport: accettare il risultato, riconoscere il valore dell’avversario e avere la forza di trasformare l’errore in conoscenza.
Poi c’è Silvia, piccola giocatrice, curiosa e aperta all’intercultura. Gioca a scacchi perché, dice, non vuole perdere il suo tempo. Una frase semplice che diventa una scelta di vita: usare il tempo per pensare, imparare, confrontarsi e conoscere.
Sono storie come quelle di Massimo e Silvia, insieme a quella di Luca, a dare un volto concreto allo Scaccodiario. Perché dietro ogni partita ci sono persone e ogni mossa può lasciare una traccia.
Ad Avellino, il percorso ha incontrato la memoria con il Memorial Scacchistico “Yuri Grasso”, organizzato dall’ASD Avellino Scacchi e dal Circolo della Stampa. Il torneo ricorda Yuri Grasso, politico, giornalista, professore di filosofia e autore di numerosi saggi, che dedicò particolare attenzione alla diffusione dell’attività scacchistica anche nel suo ruolo di responsabile provinciale UISP.
Una figura che continua a essere ricordata attraverso una manifestazione nella quale agonismo e memoria convivono, perché le partite finiscono, ma ciò che le persone hanno seminato può continuare a vivere.

È questo il cuore dello Scaccodiario 2026/27: trasformare il tempo degli scacchi in un tempo da ricordare. Un viaggio quotidiano tra passato e presente, con lo sguardo rivolto al futuro.
La scacchiera insegna a scegliere, ad aspettare, a rischiare e, soprattutto, a ripartire. Insegna che l’errore non cancella il valore di chi lo commette e che una sconfitta può essere l’inizio di una comprensione nuova.
Le giornate di Paulesu hanno lasciato quindi un risultato che non si misura soltanto nei tabelloni dei tornei. Hanno creato connessioni tra associazioni, generazioni e territori, aprendo la strada a nuove collaborazioni.
Montesarchio, Benevento e Avellino: tre città, una stessa passione e una scacchiera capace di parlare al presente guardando al futuro.
E in quella scacchiera ci sono Luca, Massimo e Silvia: tre giovani giocatori che, con una mossa, una sconfitta o una semplice frase, ricordano agli adulti perché vale ancora la pena imparare.
«Tre bambini, tre mosse, una sola lezione: nella partita della vita non conta soltanto vincere, ma avere sempre il coraggio di giocare la mossa successiva.»


