A Monteforte Irpino e Pozzuoli il 28 luglio non è mai un giorno come gli altri. Ogni anno, quando la data ritorna, le due comunità si ritrovano attorno alla memoria delle quaranta persone che persero la vita sul viadotto di Acqualonga, trasformando un tratto dell’A16 in uno dei luoghi più dolorosi della storia recente del Paese. A tredici anni dalla tragedia, la commemorazione del 2026 assume un significato particolare: non solo ricordo, ma anche consapevolezza maturata dopo un lungo percorso giudiziario che, proprio negli ultimi tre anni, ha trovato la sua conclusione definitiva.
Nel pomeriggio, alle 17.30, il Giardino della Memoria accoglierà cittadini, familiari e istituzioni in un momento di raccoglimento che vuole restituire dignità al silenzio e valore alla presenza. I sindaci Fabio Sirico e Luigi Manzoni apriranno la cerimonia con un saluto congiunto, gesto che ribadisce un legame mai venuto meno tra le due città. La deposizione della corona d’alloro, la benedizione e gli interventi dedicati alla memoria scandiranno un rito civile che trova nella musica un linguaggio capace di accompagnare il dolore: la violoncellista Teresa Vellese e il pianista Michele Ruggiero offriranno un momento artistico che, negli anni, è diventato parte integrante della commemorazione.
La giornata si è aperta a Pozzuoli, alle 10, nel Largo del Ricordo, dove la comunità puteolana rinnova ogni anno la propria vicinanza alle famiglie colpite. È un doppio appuntamento che non nasce da protocollo, ma da una ferita condivisa: molte delle vittime provenivano proprio da Pozzuoli, e la tragedia ha segnato in modo indelebile entrambe le comunità.
Il contesto in cui si svolge la commemorazione è profondamente influenzato dagli sviluppi giudiziari degli ultimi anni. Nel 2024 si è tenuta l’udienza in Cassazione per i tredici imputati condannati in appello, tra dirigenti di Autostrade per l’Italia, funzionari della Motorizzazione Civile e il titolare dell’azienda di trasporto.
Nel 2026 la Cassazione ha respinto gli ultimi ricorsi straordinari, chiudendo definitivamente ogni spiraglio processuale e confermando la ricostruzione tecnica già accertata: il distacco del giunto cardanico causò la perdita del sistema frenante, rendendo il mezzo ingovernabile; le barriere del viadotto, non adeguate nonostante fossero state oggetto di crash test, non riuscirono a contenere l’urto. La sentenza ha ribadito la responsabilità dei soggetti coinvolti, confermando che la tragedia fu il risultato di una concatenazione di omissioni, manutenzioni inadeguate e scelte gestionali che non garantirono la sicurezza necessaria.
Questi sviluppi, pur non restituendo ciò che è stato perduto, hanno offerto alle famiglie un punto fermo dopo anni di attese, udienze e ricorsi. La memoria delle vittime non è più soltanto affidata al dolore, ma anche a una verità giudiziaria che riconosce le responsabilità e contribuisce a costruire una cultura della sicurezza più consapevole.
Nel Giardino della Memoria, tra le installazioni che ricordano le vite spezzate, la commemorazione del 2026 diventa così un momento di testimonianza collettiva. Ricordare Acqualonga significa riconoscere il valore della prevenzione, la necessità di infrastrutture sicure e l’importanza di istituzioni vigili. Ma significa anche custodire le storie di chi non è più tornato a casa, affinché il loro nome continui a essere pronunciato con rispetto e con la certezza che la loro memoria non verrà mai meno.
Le amministrazioni di Monteforte Irpino e Pozzuoli invitano la cittadinanza a partecipare, perché la memoria non è un gesto individuale: è un impegno condiviso, un ponte che unisce comunità diverse e un modo per trasformare una tragedia in un monito che guarda al futuro. In questo 28 luglio, il ricordo non è soltanto un atto di dolore, ma una promessa di responsabilità.

