EBOLI (Sa) – Giornalista ucciso a colpi di pistola e poi dato alle fiamme. L’ARPAC precisa “nessun rapporto lavorativo”. Omonimia o scambio di persona?

In data odierna (ndr: 19-07-2026), nel comune di Eboli (Sa) e, precisamente in un terreno agricolo ubicato in prossimità della Strada Statale 7 bis e di via Contrada Bivio Cioffi – è stato rinvenuto un cadavere carbonizzato. Sul posto, sono intervenuti dapprima i vigili del fuoco, che hanno provveduto a domare l’incendio e hanno rinvenuto il cadavere; successivamente, prima dell’alba, sono sopraggiunti i Carabinieri del NORM della Compagnia di Eboli, personale della Sezione Investigazioni Scientifiche (SIS) dei Carabinieri di Salerno, il medico legale e il Sostituto Procuratore di turno. Gli esiti dei primi accertamenti investigativi depongono nel senso che la vicenda sia probabilmente riconducibile a una condotta omicidiaria e la vittima dell’efferato delitto è plausibilmente identificabile in ESPOSITO Luigi, classe 1973. Sono in corso le indagini per individuare con certezza l’identità del cadavere e per ricostruire la vicenda omicidiaria.

Questo sopra è il comunicato ufficiale dei Carabinieri, giunto alla nostra redazione, che annuncia il tragico e macabro ritrovamento, e sul quale, in considerazione dell’autorevolezza della fonte, non vi è alcun dubbio.
Ma, poi c’è un colpo di scena: su alcune testate giornalistiche viene annunciato che la vittima (Luca o Luigi?) Esposito, oltre che essere un giornalista sportivo (che pare seguisse, in particolare la Salernitana) fosse anche dipendente della Arpac di Avellino

Ma tale ipotesi è stata prontamente smentita dalla ARPAC, con il seguente comunicato a noi giunto con la seguente email:

Insomma, ora gli inquirenti, oltre ad accertare le cause e gli autori del fatto delittuoso, dovranno anche verificare, l’equivoco (se tale è) sui presunti rapporti tra vittima ed ARPAC.

Al momento l’ipotesi ritenuta più probabile è quella di una semplice omonimia.
E, se fosse confermata, gli inquirenti dovranno presumibilmente accertare, se l’equivoco ha portato “solo” alla pubblicazione, da parte di qualche testata giornalistica, di una notizia imprecisa o se non abbia condotto addirittura a un delitto per scambio di persona.

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