Un adolescente su quattro: l’Italia di fronte all’onda silenziosa delle dipendenze giovanili

La relazione presentata il 24 giugno 2026, dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, illustrata ufficialmente alla Commissione Affari Sociali della Camera, offre un quadro complesso e in rapida trasformazione sulle dipendenze giovanili. Il documento, che aggiorna l’analisi nazionale integrando gli ultimi dati disponibili, si basa in larga parte sui risultati del Rapporto ESPAD® Italia 2024, la più recente indagine statistica ufficiale sui comportamenti a rischio degli adolescenti italiani. Il rapporto, condotto su un campione rappresentativo di 20.201 studenti tra i 15 e i 19 anni, conferma che il fenomeno delle dipendenze tra i giovani non solo persiste, ma assume forme sempre più diversificate e difficili da intercettare. Secondo i dati ufficiali, circa 1 adolescente su 4 ha fatto uso di sostanze illegali nell’ultimo anno, includendo cannabis, stimolanti e nuove sostanze psicoattive; questa informazione emerge dal quadro generale del rapporto, che documenta come, pur in un contesto di lieve diminuzione dei consumi tradizionali, la presenza di sostanze sintetiche e stimolanti di nuova generazione sia in crescita e sempre più accessibile ai giovani.

Il consumo di cannabis rimane il più diffuso tra le sostanze illegali, pur mostrando un calo rispetto agli anni precedenti, mentre si osserva una maggiore visibilità delle sostanze sintetiche, che rappresentano una delle principali novità del panorama attuale. Parallelamente, il rapporto segnala un aumento significativo dell’uso improprio di psicofarmaci senza prescrizione: il 12% degli studenti ne ha fatto uso nell’ultimo anno, con una prevalenza quasi doppia tra le ragazze (16%) rispetto ai ragazzi (7,5%). Anche l’alcol continua a essere centrale nella socialità giovanile: il 76% degli studenti dichiara di aver bevuto nell’ultimo anno, mentre il binge drinking riguarda circa uno studente su tre nel solo ultimo mese, con un incremento marcato con l’età, dal 20% tra i 15enni al 37% tra i 19enni.

Accanto alle sostanze, emergono con forza le dipendenze comportamentali. L’uso di sigarette elettroniche coinvolge quattro studenti su dieci, mentre i prodotti a tabacco riscaldato raggiungono il 20,5% degli adolescenti. Il gioco d’azzardo tocca il suo massimo storico: tra i 15–17enni, il 55% ha giocato nell’ultimo anno, segnalando una pratica sempre più diffusa anche tra i minorenni. Sul fronte digitale, il cyberbullismo resta un fenomeno molto frequente: quasi uno studente su due (47%) riferisce di averlo subìto nell’ultimo anno, mentre il 32% ammette di averlo agito, con un 24% che si ritrova nel doppio ruolo di vittima-autore.

La relazione evidenzia come i giovani siano particolarmente vulnerabili per una combinazione di fattori: cervello in sviluppo, maggiore ricerca di gratificazioni immediate, pressione sociale amplificata dai social network, accesso facilitato a sostanze e contenuti a rischio, fragilità emotive spesso non riconosciute. Le conseguenze sono profonde: danni alla salute mentale, disturbi del sonno, ansia, depressione, calo dell’attenzione, difficoltà scolastiche, isolamento sociale nonostante l’iperconnessione, fino alla possibilità di sviluppare dipendenze multiple che si alimentano reciprocamente.

Il ruolo della famiglia e della scuola emerge come decisivo. La relazione sottolinea la necessità di rafforzare la capacità degli adulti di riconoscere i segnali precoci, di instaurare un dialogo efficace e di offrire un ambiente educativo capace di intercettare il disagio. Le proposte avanzate includono programmi di educazione digitale, potenziamento dei servizi territoriali di supporto psicologico, campagne di prevenzione mirate e una collaborazione più stretta tra scuole, enti locali e servizi sanitari.

In conclusione, il quadro delineato mostra come le dipendenze giovanili non siano un fenomeno marginale, ma una sfida sociale complessa che richiede interventi coordinati e tempestivi. La presenza di un adolescente su quattro che fa uso di sostanze illegali nell’ultimo anno rappresenta un segnale d’allarme che non può essere ignorato. Solo un approccio integrato, basato su prevenzione, educazione, sostegno psicologico e responsabilità collettiva, può offrire ai giovani strumenti adeguati per crescere in modo consapevole e resiliente in un mondo sempre più ricco di stimoli e rischi.