[VIDEO] – Epatite A, maxi‑operazione dei NAS: sequestrate 16 tonnellate di alimenti e chiuse 44 attività in tutta Italia

Negli ultimi giorni è emerso un quadro particolarmente significativo riguardo ai controlli condotti dai Carabinieri del NAS lungo l’intera filiera alimentare, un’azione intensificata a seguito dell’aumento dei casi di epatite A registrati nei primi mesi del 2026. L’operazione, avviata il 26 marzo e conclusa il 4 maggio, è stata resa nota in questi giorni, portando alla luce un sistema di irregolarità diffuse che ha coinvolto pescherie, ristoranti, mercati rionali e centri di lavorazione dei prodotti ittici. Le verifiche hanno interessato oltre un migliaio di attività e hanno messo in evidenza criticità tali da richiedere interventi immediati, con conseguenze rilevanti sia sul piano sanitario sia su quello economico.

Nel corso delle ispezioni sono state effettuate 1.104 verifiche, dalle quali è emerso che 416 attività presentavano irregolarità di varia natura. Le violazioni più frequenti riguardavano la mancata tracciabilità degli alimenti, l’assenza o l’inadeguatezza dei sistemi di autocontrollo HACCP, la presenza di prodotti scaduti o in cattivo stato di conservazione e l’utilizzo di etichettature non conformi. In diversi casi è stato accertato che pesce decongelato veniva venduto come fresco, una pratica che, oltre a configurare una frode commerciale, rappresenta un rischio concreto per la salute dei consumatori, soprattutto in un periodo in cui l’attenzione è massima per la possibile diffusione del virus dell’epatite A attraverso alimenti contaminati.

L’azione dei NAS ha portato al sequestro di oltre 16 tonnellate di alimenti, tra cui grandi quantità di molluschi bivalvi – ostriche, vongole, telline e altri prodotti particolarmente sensibili dal punto di vista igienico-sanitario – spesso privi di documentazione sulla provenienza o conservati in condizioni non idonee. Il valore complessivo dei sequestri è stato stimato in circa 15 milioni di euro, un dato che dà la misura dell’impatto economico dell’operazione e della vastità delle irregolarità riscontrate. Contestualmente, sono state sospese 44 attività commerciali, ritenute non idonee a proseguire l’attività a causa delle gravi carenze strutturali o igieniche rilevate.

L’attenzione degli investigatori si è concentrata soprattutto sulla filiera ittica, considerata una delle più esposte al rischio di contaminazione. In Campania, ad esempio, sono stati sequestrati centinaia di chilogrammi di ostriche e altri molluschi privi delle necessarie certificazioni sanitarie o provenienti da centri non autorizzati. Situazioni analoghe sono state riscontrate anche in altre regioni, dove i controlli hanno portato alla chiusura temporanea di laboratori di lavorazione e alla contestazione di numerose violazioni amministrative e penali.

Il contesto epidemiologico ha reso questi controlli ancora più urgenti. Nel 2025 i casi di epatite A in Italia erano aumentati rispetto all’anno precedente e nei primi mesi del 2026 si è registrato un ulteriore incremento, con particolare attenzione ai prodotti consumati crudi o poco cotti, come i frutti di mare. Per questo motivo, l’azione dei NAS ha avuto un duplice obiettivo: da un lato, prevenire la diffusione del virus attraverso alimenti potenzialmente contaminati; dall’altro, ristabilire condizioni di sicurezza lungo la filiera alimentare, colpendo pratiche scorrette che mettono a rischio la salute pubblica.

Il bilancio dell’operazione, reso noto proprio in questi giorni, evidenzia un sistema che necessita di maggiore vigilanza e responsabilità. Le irregolarità riscontrate non rappresentano solo violazioni amministrative, ma veri e propri fattori di rischio per la collettività. La presenza di alimenti non tracciati, conservati in modo improprio o manipolati senza adeguate misure igieniche può favorire la diffusione di patogeni, soprattutto in un periodo in cui l’attenzione sanitaria è particolarmente alta. Le autorità hanno ribadito che i controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di garantire standard più elevati di sicurezza alimentare e tutelare i consumatori da comportamenti irresponsabili o fraudolenti.