Vallejanus: la città che esiste già, ma che il Baianese non riesce a vedere

Il progetto di una Città del Baianese (“Vallejanus”) sembra essere ritornato, dopo oltre 5 lustri, al centro del dibattito locale. E tale confronto intellettuale ha, effettivamente, un suo perché. Essa, infatti, mette in luce una contraddizione evidente: il Mandamento ha la massa critica, la storia e la geografia per costituire una vera entità urbana, con oltre 26.000 abitanti complessivi, risultando di fatto la seconda area urbana dell’Irpinia dopo Avellino (54.000 abitanti) e prima di Ariano Irpino (21.000), ma continua a frammentarsi in sei amministrazioni che non parlano con una sola voce. Questa frattura tra ciò che il Baianese è e ciò che potrebbe essere è stata richiamata più volte dalla classe dirigente locale e dagli studiosi; resta però in gran parte inascoltata, mentre i segnali demografici diventano sempre più netti e preoccupanti.

Avella, con i suoi circa 7.500–7.600 residenti (erano oltre 7.700 nel 2016), conserva un patrimonio storico e archeologico di grande valore e rappresenta un riferimento culturale per l’intero territorio; tuttavia non riesce a trasformare questa ricchezza in attrattività demografica: la popolazione mostra un lieve calo e l’età media è in aumento, segni che indicano difficoltà a trattenere giovani famiglie e a convertire il turismo culturale in crescita residente.

Baiano, con 4.751 abitanti nel 2016, è il centro naturale del comprensorio e il caso più allarmante: la popolazione è diminuita in modo costante fino ai 4.515 residenti del 2022, e le stime più recenti proiettano il comune verso 4.376 abitanti nel 2025. L’età media ha superato i 45,7 anni, il saldo naturale è negativo e il saldo migratorio peggiora di anno in anno, con circa 25 residenti che lasciano il comune ogni anno, spesso giovani laureati o famiglie in età fertile. Questa dinamica ne sta erodendo la funzione di polo territoriale, con la conseguenza che servizi e ruoli di riferimento rischiano di spostarsi altrove.

Mugnano del Cardinale, con una popolazione stabile intorno ai 5.000–5.100 abitanti, mantiene una stabilità numerica relativa ma la sua capacità di crescita è limitata; il Liceo “Colletta” rappresenta un presidio formativo strategico per l’intero Mandamento e resta un potenziale inespresso che andrebbe sostenuto con investimenti e una programmazione condivisa per trattenere studenti e famiglie.

Quadrelle, con i suoi 2.600–2.700 abitanti, piccolo per dimensioni, mostra una resistenza demografica dignitosa ma non dispone di dinamiche interne sufficienti a generare sviluppo autonomo; la sua tenuta dipende dalla capacità del Mandamento di fare sistema e di offrire servizi e opportunità che superino i confini comunali.

Sirignano, con una popolazione stabile intorno ai 2.800–2.900 abitanti, insieme a Sperone è tra i comuni che mostrano segnali positivi: negli ultimi anni ha registrato una stabilità che si traduce in una struttura demografica più equilibrata e un’età media inferiore rispetto a Baiano, con una presenza crescente di nuclei giovani e una quota di residenti stranieri che contribuisce a rinnovare il tessuto sociale.

Sperone, con circa 3.800 abitanti (erano 3.700 nel 2016), è l’esempio più evidente di dinamica positiva: ha attratto famiglie grazie a prezzi immobiliari più accessibili, a una densità abitativa che favorisce la socialità e a una percezione di maggiore vivibilità, dimostrando che il Baianese può crescere se esistono condizioni concrete e riconoscibili.

La somma di questi profili conferma che la crisi demografica di Baiano non è un fatto isolato ma il sintomo di una mancanza di progettualità collettiva: manca una regia territoriale, mancano investimenti strutturali in cultura e formazione, manca la volontà politica di consolidare un polo scolastico e culturale che funga da calamita per il Mandamento. Il Liceo “Colletta” può e deve diventare il cuore di una strategia educativa condivisa; rafforzarlo significa trattenere studenti, attrarre famiglie e creare un circuito virtuoso tra istruzione, lavoro e servizi.

Vallejanus non è un’idea astratta: è la proposta concreta per unire servizi, razionalizzare risorse, costruire un polo scolastico forte, creare un’identità condivisa, attrarre investimenti, trattenere giovani e valorizzare il patrimonio storico e ambientale. Smettere di pensare in termini di confini comunali e iniziare a ragionare come un’unica comunità di oltre ventiseimila abitanti è la condizione necessaria per trasformare un territorio dormitorio in una città viva.

(A.C.)


ARTICOLO  CORRELATO