Terremoto ai Campi Flegrei: scossa a 700 metri di profondità, panico tra i residenti e allerta Protezione Civile


Nel pomeriggio di oggi, 31 agosto 2025, i Campi Flegrei sono stati nuovamente scossi da un evento sismico che ha riportato l’attenzione sulla delicata situazione geologica dell’area. Alle ore 16:10, una scossa di magnitudo Md 3.3 ha fatto tremare il suolo con un’energia percepita distintamente in numerosi comuni dell’area flegrea e della città di Napoli. L’evento, registrato dall’INGV, ha avuto un ipocentro estremamente superficiale, a circa 1 km di profondità, seguito da una replica alle 16:38 con magnitudo 2.7 e un ipocentro ancora più vicino alla superficie, stimato a soli 700 metri.

La superficialità delle scosse ha amplificato la percezione del sisma, provocando panico tra i residenti, molti dei quali si sono riversati in strada temendo ulteriori movimenti tellurici. A Pozzuoli, Bacoli, Quarto e nei quartieri occidentali di Napoli, come Fuorigrotta e Bagnoli, si sono registrate segnalazioni di oggetti caduti, crepe nei muri e interruzioni momentanee della corrente elettrica. “Ho sentito un boato, poi il pavimento ha tremato come se qualcosa stesse esplodendo sotto casa”, ha raccontato una residente di Monterusciello, ancora scossa dall’accaduto.

Le autorità locali hanno immediatamente attivato i protocolli di emergenza. Il sindaco di Pozzuoli ha convocato una riunione straordinaria con la Protezione Civile e i tecnici dell’Osservatorio Vesuviano, mentre il Comune di Napoli ha diffuso una nota rassicurante, sottolineando che “non si registrano danni strutturali significativi, ma la situazione resta sotto stretta osservazione”. Il Dipartimento della Protezione Civile ha ribadito che lo sciame sismico è coerente con il fenomeno del bradisismo, tipico della caldera flegrea, e che al momento non vi sono segnali di imminente attività eruttiva.

Tuttavia, la popolazione resta in allerta. Sui social si moltiplicano le richieste di chiarimenti e le testimonianze di paura, mentre alcuni cittadini chiedono l’evacuazione preventiva delle zone più esposte. Gli esperti invitano alla calma, spiegando che il sollevamento del suolo, monitorato costantemente, è parte di un processo noto e studiato da decenni. “La vera novità è la frequenza e la superficialità delle scosse, che indicano una pressione crescente nel sistema idrotermale”, ha dichiarato un geologo dell’INGV.

In serata, l’INGV ha pubblicato un aggiornamento tecnico con i dati sismici e una mappa dell’epicentro, confermando che l’attività rientra nei parametri attesi per l’area. La sorveglianza resta attiva 24 ore su 24, con strumenti di rilevamento sempre più sofisticati e una rete di sensori distribuita su tutta la caldera. Intanto, la popolazione attende risposte più concrete e rassicurazioni sul futuro, consapevole che vivere ai piedi di un supervulcano significa convivere con l’incertezza e la forza della natura.


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