È approdata questa mattina al porto di Salerno la nave di soccorso Sea-Watch con 71 persone a bordo, soccorse nel corso di operazioni nel Mediterraneo centrale; a comporre il gruppo ci sono uomini, donne e un rilevante numero di minori non accompagnati. Tra i passeggeri le autorità hanno segnalato la presenza di circa 40 minori non accompagnati, due fratellini di 2 e 7 anni in viaggio con la madre e diverse donne in stato di gravidanza, una delle quali è stata evacuata per motivi medici prima dello sbarco.
La maggior parte dei migranti proviene da Egitto, Etiopia, Eritrea, Bangladesh e Sudan. Lo sbarco è iniziato intorno alle nove al molo 3 del porto commerciale, dove la macchina organizzativa della prefettura era già schierata per gestire le operazioni di accoglienza. A rallentare le procedure è stata la presenza di alcuni migranti affetti da malattie infettive, tra cui quattro casi di vaiolo delle scimmie già confermati, che hanno reso necessario il trasferimento in ospedale: due pazienti a Nocera, uno a Vallo della Lucania e uno a Eboli. Due donne in stato di gravidanza sono state invece destinate all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Per la città si tratta del 41º sbarco dall’inizio dell’anno. La nave, pur non rimanendo in quarantena nel porto, dovrà rispettare un blocco di 15 giorni alle operazioni di soccorso e potrà nel frattempo navigare in acque internazionali.
Le autorità portuali e i servizi sanitari hanno comunicato che sull’imbarcazione sono emersi alcuni casi sospetti compatibili con il vaiolo delle scimmie, e non con il vaiolo umano: il vaiolo umano (Variola) è stato infatti dichiarato eradicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1980, mentre l’ultimo caso naturale risale al 1977 in Somalia. Per questo motivo gli accertamenti clinici e microbiologici sono stati ritenuti essenziali per stabilire la natura delle lesioni e il rischio di trasmissione.
Immediatamente è stato attivato il protocollo sanitario previsto per sospette infezioni: i soggetti sintomatici sono stati isolati e posti in quarantena, sono stati eseguiti triage e prelievi diagnostici e i campioni sono stati inviati ai laboratori di riferimento per le analisi. Alcune persone che presentavano sintomi compatibili sono state trasferite e ricoverate in reparti di malattie infettive sul territorio per ulteriori accertamenti e trattamento, mentre il resto del gruppo è stato predisposto per il trasferimento in una struttura di accoglienza straordinaria dove proseguiranno i controlli sanitari previsti.
Le operazioni di identificazione, triage e presa in carico sono condotte congiuntamente da forze dell’ordine, servizi sanitari e organizzazioni umanitarie; gli uffici che coordinano l’emergenza hanno invitato alla prudenza e a evitare allarmismi fino all’esito definitivo degli esami di laboratorio, sottolineando che le misure adottate mirano a tutelare la salute pubblica e a garantire le cure necessarie alle persone coinvolte.

