Come si racconta a un bambino che un genitore non è più a casa perché è in carcere? Per molto tempo la risposta è stata un ovattato silenzio. Un’assenza mascherata da frasi vaghe: “è partito per lavoro”, “tornerà presto”, “è via per una cosa importante”. Parole leggere, pronunciate per proteggere, ma che spesso lasciavano i più piccoli in balia di domande senza risposta e sensi di colpa confusi.
Eppure, un bambino che si ritrova improvvisamente senza il papà accanto vuole sapere. Vuole capire. Non si accontenta di mezze verità. È da questo bisogno di verità che nasce Il profumo del legno. Dov’è papà?, una fiaba scritta da Anna Ravera, Maurizio Durici e Luca Denti, con il supporto dell’Associazione Nazionale Sociologi (ANS).
Il libro affronta con coraggio e delicatezza un tema scomodo, ma reale: la separazione forzata tra genitori detenuti e figli. Lo fa parlando ai bambini con il linguaggio che meglio conoscono – quello della fiaba – e chiamando gli adulti, dai genitori agli insegnanti, a un compito fondamentale: trovare le parole giuste, ascoltare, spiegare.
Da sempre le fiabe sono state un modo per raccontare ai bambini le verità più dure, mascherandole dietro simboli, personaggi fantastici e mondi immaginari. Hanno affrontato la morte, la povertà, la solitudine e la violenza, trasformando l’angoscia in metafora, la paura in crescita. Il profumo del legno si inserisce in questa tradizione millenaria, offrendo uno strumento narrativo per affrontare con i più piccoli un’assenza difficile da comprendere.
Un libro, insomma, che non è solo una storia da leggere. È un vero strumento educativo. Un ponte narrativo tra chi è “dentro” e chi è “fuori” dal carcere. Un invito a non lasciare sole le famiglie di chi è detenuto, soprattutto i bambini, troppo spesso dimenticati. Ma è anche un atto di rispetto verso i detenuti stessi, che continuano a essere padri e madri, pur nella distanza e nella pena.
Il profumo del legno parla di assenza, sì, ma anche di resilienza, amore e verità. E lo fa con il linguaggio che i bambini sanno riconoscere: quello delle fiabe, dove tutto può accadere, anche ritrovare il profumo del legno, simbolo di un legame che resiste al tempo e alle mura.

