Dopo mesi di polemiche, l’autovelox installato a Tufino lungo la SS 7 Bis, in località Schiava di Tufino, è stato temporaneamente disattivato. Secondo quanto comunicato dal Comune, il dispositivo presenterebbe problemi tecnici emersi durante controlli interni, sufficienti a mettere in dubbio la sua precisione: per questo l’occhio elettronico resterà spento fino a nuovo avviso.
Nonostante l’avviso ufficiale, molti automobilisti continuano a rallentare vistosamente nel tratto interessato. Questa cautela – a volte sfociata in frenate improvvise – sta causando rallentamenti e disagi, perfino situazioni di rischio per la circolazione. In assenza di informazioni chiare e tempestive, si è diffusa la convinzione che sia necessario assicurarsi ogni volta se l’autovelox sia attivo. E questa, più che una vera prudenza denota una generale sfiducia nell’affidabilità e nella trasparenza del sistema. Qualcuno addirittura teme – sicuramente fuori luogo – che possa trattarsi di una sorta di “trappola” psicologica.
Attivo dallo scorso autunno, l’autovelox ha generato una valanga di multe, spesso a carico dei pendolari, alimentando il malcontento. Non sono mancati casi di conducenti multati più volte nel giro di pochi giorni, con sanzioni pesanti e numerose decurtazioni di punti. E le proteste erano arrivate subito, soprattutto per la posizione dell’apparecchio, situato in prossimità di una curva.
La sospensione temporanea ha ora riacceso le richieste di rimozione definitiva o di innalzamento del limite di velocità: da un lato c’è chi accoglie con sollievo la disattivazione, dall’altro chi mette in evidenza il fastidio di doversi tenere aggiornati – quasi come si controllasse il meteo – su quando l’autovelox sarà funzionante e quando no.
Sul fronte tecnico e normativo, già nei mesi scorsi erano emersi dubbi sulla regolarità delle apparecchiature di rilevamento: alcune sentenze del Giudice di Pace di Nola avevano annullato verbali contestati, ma la questione rimane complessa e dibattuta.
Nel frattempo, il Comune di Tufino ha ribadito che lo spegnimento è provvisorio e legato alle verifiche in corso. Tuttavia, il malumore non sembra destinato a svanire. Da molti automobilisti – e per i comitati di cittadini – quell’autovelox è percepito più come una fonte di incasso che come uno strumento di sicurezza. Finché non ci sarà un dialogo chiaro e trasparente con la comunità, la sfiducia – anche sugli aspetti tecnici – rischia di restare accesa… anche a rilevatori spenti.


