Essere umani: fiducia e cooperazione come fondamenta di impresa, politica e società

Riflessioni e opinioni di Salvatore Guerriero, Presidente Nazionale della CONFEDERAZIONE DELLE IMPRESE NEL MONDO

Viviamo una fase storica complessa, attraversata da incertezze economiche, trasformazioni tecnologiche accelerate e da una crescente crisi di fiducia verso istituzioni, politica e, spesso, verso le stesse imprese. In questo contesto, una domanda diventa centrale, quella di chiederci su quale idea di essere umano stiamo costruendo il nostro modello di sviluppo?

Il libro “Essere umani” di Rutger Bregman offre una risposta tanto semplice quanto rivoluzionaria: l’uomo non è egoista per natura, ma cooperativo. Una verità che la storia, se letta senza pregiudizi ideologici, conferma più volte. Ed è una verità che interpella direttamente il mondo dell’impresa, della politica, della società e dell’educazione.

 

Impresa: senza fiducia non c’è competitività

Nel mio ruolo istituzionale, a contatto quotidiano con imprenditori e PMI, vedo con chiarezza quanto il vero valore di un’azienda non risieda solo nei bilanci o nei macchinari, ma nelle persone.

Eppure, per decenni, il modello dominante ha considerato il lavoratore come un soggetto da controllare, più che da responsabilizzare.

Oggi questo approccio non è più sostenibile. Le imprese che crescono sono quelle che

investono nel capitale umano,

favoriscono collaborazione e partecipazione,

costruiscono relazioni fondate sulla fiducia.

La fiducia non è un costo ma è un moltiplicatore di efficienza, soprattutto per le piccole e medie imprese, che non possono permettersi sprechi di energie, talenti e motivazioni.

 

Politica ed economia: il peso della sfiducia sistemica

Anche la politica economica, troppo spesso, è costruita su una visione pessimistica dell’uomo: cittadini e imprese considerati potenziali trasgressori, mai partner di sviluppo.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Ciò provoca burocrazia eccessiva, norme complesse, tempi lunghi, che rallentano investimenti e crescita.

Se partissimo da una visione diversa – quella di un tessuto produttivo responsabile e cooperativo – potremmo

semplificare le regole,

rendere più efficaci gli incentivi,

valorizzare chi investe, chi innova e che crea lavoro.

Uno Stato forte non è quello che controlla tutto, ma quello che crea fiducia e condizioni favorevoli allo sviluppo.

Società: cooperare è una scelta strategica

Le grandi sfide del nostro tempo – energia, sostenibilità, tecnologia, inclusione sociale – non possono essere affrontate individualmente. Richiedono alleanze, reti, visione condivisa.

Bregman dimostra come, anche nei momenti più critici, gli esseri umani tendano alla cooperazione più che al conflitto. È un messaggio potente, soprattutto per un Paese come l’Italia, dove le PMI rappresentano una rete diffusa di competenze, territori e relazioni.

Fare sistema non è uno slogan: è una necessità storica.

L’educazione per il futuro si costruisce prima dell’impresa.

Non possiamo parlare di impresa e sviluppo senza parlare di scuola e formazione. Se continuiamo a educare i giovani solo alla competizione individuale e alla mera acquisizione di nozioni, li stiamo preparando a un mondo che non esiste più.

Pertanto servono

competenze tecniche,

cultura dell’innovazione,

ma soprattutto capacità di collaborare, assumersi responsabilità e lavorare insieme.

Educazione e impresa devono tornare a dialogare, perché senza persone formate e consapevoli non esiste crescita sostenibile.

Una riflessione finale 

Cambiare il modo in cui guardiamo all’essere umano significa cambiare il modo in cui costruiamo il futuro.

Per le imprese, per la politica, per la società tutta.

Forse il vero limite del nostro tempo non è l’assenza di risorse, ma l’assenza di fiducia.

E forse la sfida più grande è proprio quella di tornare a credere che l’uomo, se messo nelle condizioni giuste, sappia essere migliore di come spesso lo descriviamo.

Da questa consapevolezza può nascere un nuovo modello di sviluppo più umano, più competitivo e più giusto.