Nola riaccende il pensiero infinito: “Bruniana 2026” porta in città 36 eventi per celebrare Giordano Bruno

Nola si prepara a vivere quattro giorni in cui il pensiero torna a farsi movimento, incontro, provocazione. Dal 19 al 22 febbraio la città che diede i natali a Giordano Bruno diventerà il centro di una riflessione collettiva che attraversa epoche e linguaggi, trasformando il Museo Storico Archeologico in un luogo dove la memoria dialoga con il presente. L’edizione 2026 della rassegna Bruniana, dedicata al tema “Oltreconfine”, coincide con i dieci anni di Infinitimondi, rivista che ha fatto della libertà intellettuale la sua ragion d’essere. Un anniversario che non è celebrazione, ma rilancio: proprio come Bruno, che nei suoi dialoghi – dal De l’infinito, universo e mondi al De la causa, principio et uno – invitava a rompere i limiti del pensiero comune, la manifestazione propone un percorso che attraversa discipline, sensibilità e prospettive.

L’apertura del 19 febbraio sarà affidata allo storico Aurelio Musi, che introdurrà una riflessione sulle trasformazioni europee, anticipando il clima di confronto che caratterizzerà l’intera rassegna. Nel pomeriggio, dopo l’inaugurazione accompagnata dall’Orchestra del Liceo Albertini, inizieranno i primi dialoghi: il rapporto tra Caravaggio e Bruno, le dinamiche del pensiero meridiano, e una lettura internazionale dell’opera bruniana proposta da Luiz Carlos Bombassaro, tra i massimi studiosi del Nolano. È un avvio che mette subito al centro l’idea di attraversamento: confini culturali, geografici, disciplinari.

Il giorno successivo, il 20 febbraio, si aprirà con un collegamento con Massimo Cacciari, impegnato in una riflessione sul passaggio “dai vecchi ordini del mondo al caos”, un tema che sembra risuonare con la visione bruniana dell’universo come realtà dinamica e infinita. La mattinata proseguirà con interventi dedicati alle nuove forme dell’intelligenza e della comunicazione, tra cui la presentazione della graphic novel su Bruno curata da Dino Lauri e Cristina Iori. Nel pomeriggio, la rassegna si sposterà tra memoria industriale, vulcanologia, storia politica e filosofia contemporanea, fino ad arrivare alla prima Cena Bruniana: un’esperienza che unisce teatro, cucina e narrazione, evocando la Napoli del Cinquecento che Bruno conobbe prima del suo lungo peregrinare europeo.

Il 21 febbraio sarà una giornata dedicata alla storia civile e alla giustizia sociale. Le testimonianze sugli IMI dell’area nolana apriranno una mattinata che proseguirà con approfondimenti su figure come Giovanni Passannante e con un ritorno alla filosofia rinascimentale attraverso gli interventi di Tobia Toscano, Guido D’Agostino e Luigi Vassallo. Nel pomeriggio si discuterà di ambiente, sostenibilità e migrazioni, temi che richiamano l’idea bruniana di un’umanità parte di un tutto più grande, senza gerarchie né centri privilegiati. La serata sarà dedicata a Giacomo Leopardi, con l’anteprima del numero speciale di Infinitimondi e una cena‑spettacolo ispirata ai suoi gusti e alla sua epoca.

L’ultima giornata, il 22 febbraio, si aprirà con la musica dell’Orchestra del Liceo Albertini e proseguirà con l’intervento di Francesco Barbagallo, che offrirà un’anticipazione del suo nuovo lavoro. Seguirà un momento di omaggio a Nuccio Ordine e Aldo Masullo, figure che hanno contribuito a riportare Bruno al centro del dibattito culturale contemporaneo, sottolineando la sua attualità e la sua capacità di parlare ancora al presente. La rassegna si chiuderà con uno sguardo al futuro, quando verranno annunciate le linee della Bruniana 2027.

In dieci anni, Infinitimondi e la rassegna Bruniana hanno costruito una comunità che non teme di interrogare il mondo e di mettere in discussione le narrazioni dominanti. È lo stesso spirito che animava Giordano Bruno, filosofo dell’infinito, poeta dell’immaginazione, autore capace di fondere cosmologia e teatro, scienza e metafora. La sua eredità non è un monumento immobile, ma un invito a superare i confini: quelli del sapere, della paura, dell’abitudine. Ed è proprio questo invito che Nola rilancia, trasformando per quattro giorni la città in un laboratorio di idee che guarda avanti senza dimenticare la propria radice più profonda.


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