Elezioni di primavera: ecco quali sono i Comuni irpini che andranno al voto

L’avvicinarsi della primavera del 2026 sta riportando al centro dell’attenzione il calendario elettorale, che quest’anno si presenta particolarmente fitto. Dopo il primo via libera della Camera al decreto che disciplina consultazioni e referendum, il percorso legislativo prosegue al Senato, mentre già si delineano le prime scadenze: il referendum sulla giustizia è stato collocato tra il 22 e il 23 marzo, mentre le amministrative interesseranno circa ottocento comuni italiani in una domenica compresa tra metà aprile e metà giugno. In questo scenario rientrano anche tredici centri della provincia, con Avellino e Ariano Irpino a rappresentare i poli demografici più rilevanti, rispettivamente oltre i cinquantamila e i ventimila abitanti.

La data esatta delle urne non è stata ancora fissata, anche se circolano ipotesi che guardano alla fine di maggio, con eventuali ballottaggi nel mese successivo. L’incertezza è comprensibile se si considera che, negli anni segnati dall’emergenza sanitaria, molte amministrazioni avevano visto slittare il proprio turno elettorale all’autunno, in deroga ai tempi ordinari previsti dalla normativa di settore. Proprio per questo il Ministero dell’Interno ha chiarito che i comuni che votarono nella seconda metà del 2020 torneranno alle urne nella primavera 2026, mentre quelli che rinnovarono i propri organi nel secondo semestre del 2021 lo faranno l’anno successivo.

Nel capoluogo irpino, la situazione politica è stata segnata dalla brusca interruzione dell’amministrazione guidata da Laura Nargi, caduta dopo appena un anno a causa della mancata approvazione del bilancio consuntivo. La sfiducia, maturata con 18 voti favorevoli e 15 contrari, ha lasciato spazio a un commissariamento affidato a Giuliana Perrotta, chiamata a traghettare il comune fino alla nuova consultazione. Diverso il quadro ad Ariano Irpino, dove Enrico Franza, sostenuto da una coalizione che comprendeva Democratici per Ariano, Ariano Futura, M5S e PSI, aveva ottenuto nel 2020 il secondo mandato superando al ballottaggio il candidato del centrodestra Marco La Carità. Un risultato che seguiva quello del 2019, quando Franza, allora espressione del centrosinistra, aveva prevalso sull’uscente Domenico GambaAccanto ai comuni in scadenza naturale, ve ne sono altri che arriveranno al voto dopo un periodo di commissariamento. Avellino, Castelfranci, Cervinara, Guardia Lombardi, Prata Principato Ultra e Quindici sono stati affidati a gestioni straordinarie per ragioni differenti: talvolta per crisi politiche interne, altre volte per motivazioni più gravi, come nel caso di Quindici, dove sono state riscontrate infiltrazioni criminali. La durata di questi provvedimenti varia in base alle circostanze e al quadro normativo applicabile.
corta, salvo poi dimettersi dopo pochi mesi per la fragilità della maggioranza, in un contesto segnato dal fenomeno della cosiddetta “anatra zoppa”.

La normativa attuale impedisce però a Franza di concorrere per un terzo mandato consecutivo: il Testo Unico degli Enti Locali stabilisce infatti che il limite non può essere superato, salvo che uno dei due mandati abbia avuto una durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno per cause non riconducibili a dimissioni volontarie. Una condizione che nel suo caso non si verifica. Da tempo l’ANCI sollecita un ampliamento della possibilità di ricandidatura anche nei comuni oltre i quindicimila abitanti, con l’obiettivo di uniformare le regole tra i diversi livelli istituzionali.

Accanto ai comuni in scadenza naturale, ve ne sono altri che arriveranno al voto dopo un periodo di commissariamento. Avellino, Castelfranci, Cervinara, Guardia Lombardi, Prata Principato Ultra e Quindici sono stati affidati a gestioni straordinarie per ragioni differenti: talvolta per crisi politiche interne, altre volte per motivazioni più gravi, come nel caso di Quindici, dove sono state riscontrate infiltrazioni criminali. La durata di questi provvedimenti varia in base alle circostanze e al quadro normativo applicabile.

I comuni il cui mandato scade nella primavera 2026 sono:
Andretta, (Sindaco: Michele Miele)
Ariano Irpino, (Sindaco: Enrico Franza)
Calitri, (Sindaco: Michele Di Maio)
Luogosano, (Sindaco: Carmine Ferrante)
Quadrelle, (Sindaco: Simone Rozza)
San Mango sul Calore, (Sindaco: Teodoro Boccuzzi)
Sorbo Serpico, (Sindaco: Maria Teresa Fontanella)

 I Comuni Commissariati sono: Avellino, Castelfranci, Cervinara, Guardia Lombardi, Prata Principato Ultra e Quindici.

Nel complesso, solo Avellino e Ariano Irpino voteranno con il sistema a doppio turno, riservato ai comuni con popolazione superiore ai quindicimila abitanti. Tutti gli altri seguiranno il modello maggioritario a turno unico, che prevede la presentazione di un candidato sindaco, una lista collegata e un programma amministrativo. Intanto, mentre si attende la definizione ufficiale delle date, nel territorio iniziano a muoversi gruppi politici, possibili alleanze e primi confronti, anche se al momento nessuno sembra aver scoperto le carte in modo definitivo.