SALERNO – Giovane di origine filippina, trovato senza vita nell’atrio di un palazzo, precipitato dal quinto piano. Si pensa a un atto volontario.

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Salerno si è svegliata in una mattina intrisa di dolore e sgomento. Poco dopo l’alba, intorno alle 7:30, il corpo senza vita di un giovane di origine filippina di circa vent’anni è stato trovato nell’atrio di una palazzina a pochi metri dal frequentatissimo lungomare Trieste. Il giovane è precipitato dal quinto piano di una palazzina situata nella traversa di via Giovanni Grillo. L’impatto è stato fatale.
La scoperta ha gettato nello sconforto i passanti e i residenti, che si sono immediatamente accorti della gravità della situazione. I sanitari del 118 sono accorsi in pochi minuti, ma non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

La giovane vittima, secondo le prime informazioni raccolte sul posto, si era allontanata da casa senza portare con sé il cellulare e senza avvisare i familiari, i quali avevano già espresso seria preoccupazione per il suo stato d’animo, tanto da presentare denuncia di scomparsa poche ore prima del ritrovamento. Pare che il ragazzo stesse affrontando un periodo particolarmente difficile dal punto di vista personale, con un disagio profondo che potrebbe averlo spinto a compiere un gesto estremo.

I Carabinieri della compagnia di Salerno, intervenuti anch’essi sul posto, hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire quanto accaduto e comprendere con precisione le motivazioni che avrebbero potuto condurlo a una simile decisione.
Fonti vicine alla famiglia raccontano di un giovane silenzioso, che negli ultimi tempi sembrava chiudersi sempre più in sé stesso.

Gli inquirenti stanno vagliando le immagini di videosorveglianza della zona per chiarire se qualcuno abbia assistito o ripreso gli ultimi istanti di vita del giovane. Al momento, non sono emersi indizi che facciano pensare al coinvolgimento di terze persone, né segni evidenti di colluttazione. L’autopsia, già disposta, potrà fornire ulteriori risposte.

L’intera comunità locale è rimasta profondamente scossa: in molti, appresa la notizia, si sono recati sul lungomare per portare un fiore o lasciare un pensiero. Quello che solitamente è uno degli scorci più vivi e frequentati della città, si è trasformato in un luogo di raccoglimento e dolore.

Le Istituzioni hanno espresso solidarietà ai familiari e invitato tutti a riflettere sull’importanza di riconoscere i segnali di sofferenza psicologica, soprattutto tra i più giovani. In un mondo sempre più frenetico, la fragilità resta spesso invisibile, ma non per questo meno reale.