Avellino Letteraria, Annamaria Picillo e il nuovo mecenatismo avellinese

 La città di Avellino attraversa una fase di difficoltà politica ed economica. Al momento, resta sullo sfondo anche la questione sanitaria che ha generato reazioni, dimissioni, dichiarazioni e interrogativi ancora senza risposta, contribuendo a un clima di incertezza generale.

In questo contesto complesso, si intravedono tuttavia anche elementi positivi. Da una prospettiva più ampia, emerge infatti un’iniziativa che va in contrasto al clima di incertezza e indifferenza, non solo a livello cittadino ma sull’intero territorio provinciale. Una disattenzione che si riflette anche nella quotidianità, come nelle condizioni della viabilità urbana, spesso caratterizzata da dissesto e criticità non adeguatamente segnalate o affrontate.

Spostando l’attenzione su un piano diverso, di carattere culturale, la nota positiva è rappresentata da Avellino Letteraria, manifestazione ideata e curata da Annamaria Picillo, che si configura come un’importante iniziativa di valorizzazione culturale per la città. Una vera e propria corrente di quello che potrebbe essere definito il nuovo mecenatismo avellinese.

Annamaria Picillo, ideatrice e promotrice dell’iniziativa, ha operato in collaborazione con la giornalista Daniela Apuzza e con una rete consolidata di professionisti, associazioni e istituzioni culturali, tra cui il notaio Edgardo Pesiri, l’Associazione Carlo Gesualdo, il professor Carlo Santoli e la rivista Sinestesie, la professoressa Milena Montanile, l’Ordine dei Giornalisti della Campania e numerosi giornalisti locali.

Attraverso questo lavoro condiviso, sviluppato nell’arco di cinque anni, il progetto ha contribuito in modo significativo alla valorizzazione culturale di Avellino, città centrale del territorio irpino e punto di accesso a un’area caratterizzata da un rilevante patrimonio storico, paesaggistico e culturale. Un contesto in cui borghi medievali, abbazie storiche e ambienti montani si alternano a colline e vallate, pur segnato dalle criticità legate al fenomeno dello spopolamento.

Annamaria Picillo si è costruita e confermata nel tempo donna di spessore, madre, giornalista, manager del turismo, figura poliedrica dello scenario ormai italiano, capace di creare ponti che uniscono e rapportano realtà intellettuali campane e nazionali.

Riallacciandosi alla storia, alla gloria e alla cultura del cuore della città, da Villa Amendola al Palazzo Vescovile, la dottoressa Picillo con forza, coraggio, operosità e creatività di chi ha fatto della cultura la sua essenza, ha lasciato cadere un seme da cui nascono ancora oggi diverse manifestazioni culturali nel tentativo di emulare, a vantaggio ovviamente del bene comune, l’unicità della rassegna. Da tutte le manifestazioni nate dopo Avellino Letteraria, diciamo, in sintesi, che la Picillo ha fatto scuola, con una particolare tendenza innata a proteggere e beneficare artisti e studiosi, promuovendo e tutelando un’attività artistica e culturale che emerge quale perla nello scenario di un reale e metaforico movimento sismico.

Il 2025 è stato un anno carico di emozioni per tutti coloro che con qualsiasi azione, partecipando da protagonisti o presenti tra il pubblico, hanno saputo alzare le mani e applaudire a chi insieme ad Annamaria Picillo lascia ancora qualcosa in cui sperare, lasciando le porte aperte per accogliere anche i giovani…

Antonella Prudente