La notte scorsa, poco prima dello svincolo autostradale di Battipaglia (SA), un giovane di ventinove anni ha perso la vita in circostanze drammatiche. La sua auto, per ragioni ancora da chiarire, ha urtato con forza il guard rail, costringendolo a fermarsi. Scosso dall’impatto, è sceso dal veicolo per verificare cosa fosse accaduto, muovendosi lungo la carreggiata in un tratto scarsamente illuminato. In quegli istanti, un’altra vettura sopraggiunta ad alta velocità lo ha travolto, senza lasciargli scampo.
Gli agenti della Polizia Stradale di Eboli e il personale sanitario del 118 sono arrivati rapidamente, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile: il giovane era già privo di vita. Le forze dell’ordine hanno avviato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica del sinistro, mentre la salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Battipaglia per gli accertamenti previsti.
La tragedia riporta in primo piano un tema spesso sottovalutato: la pericolosità di muoversi a piedi in autostrada, anche dopo un incidente apparentemente lieve. Le autorità e l’ACI ricordano che, in situazioni simili, è fondamentale non sostare sulla carreggiata, indossare immediatamente il giubbotto ad alta visibilità, posizionarsi oltre il guard-rail in un punto sicuro e segnalare l’emergenza tramite triangolo (dove consentito) o dispositivi luminosi. Anche operazioni comuni come cambiare una ruota o prestare aiuto a persone coinvolte in un incidente richiedono massima prudenza, perché il traffico veloce può trasformare un gesto di responsabilità in un rischio mortale.
Questa vicenda dolorosa ricorda quanto sia fragile la sicurezza in autostrada e quanto ogni scelta, anche nei minuti successivi a un urto, possa fare la differenza tra la vita e la morte.

