Roberto Fico ad Avellino: il Centro per l’Autismo diventa il simbolo della nuova strategia regionale per le aree interne

La visita di Roberto Fico al Centro per l’Autismo di Valle, nel territorio di Avellino, non è stata soltanto un passaggio istituzionale: è stata una dichiarazione politica, calibrata per segnare una linea di demarcazione tra ciò che per anni è rimasto sospeso e ciò che la Regione Campania intende trasformare in realtà tangibile. In contrada Serroni, il presidente ha scelto di mettere al centro la credibilità dell’azione pubblica, rivendicando un metodo che punta a chiudere i dossier che hanno attraversato stagioni di promesse e rinvii.

Il Centro per l’Autismo, inaugurato il 22 giugno dopo oltre vent’anni di attese, è diventato il simbolo di questa impostazione. La Regione ha sbloccato 700 mila euro per completare i lavori, chiudendo una vicenda che rischiava di trasformarsi nell’ennesima incompiuta irpina. A questo si è aggiunta la determina da 150 mila euro, necessaria per colmare il residuo finanziario e permettere all’ASL di portare la struttura all’apertura. Una scelta politica precisa: intervenire dove il territorio non può più permettersi ritardi.

La presenza di Fico, insieme alla direttrice generale dell’ASL Maria Concetta Conte e agli amministratori locali, ha reso evidente un messaggio: la Regione vuole riappropriarsi del ruolo di regia sulle aree interne, non come slogan ma come strategia. Il presidente ha insistito sul fatto che la medicina territoriale deve diventare l’architrave del sistema sanitario campano, ricordando come nel Sannio siano già operative Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali. L’Irpinia, nelle sue parole, deve essere parte di questo disegno, non una periferia da rincorrere.

In questo quadro, il Centro di Valle assume un valore politico che supera la sua funzione sanitaria. È il segno che la Regione vuole ricucire la distanza tra centro e periferia, trasformando un’opera ferma da anni in un presidio moderno e funzionante. Non a caso Fico ha definito la struttura “un sogno che si avvera e una promessa mantenuta”: una formula che non è solo retorica, ma un modo per marcare la differenza tra l’inerzia del passato e la volontà di chiudere i cicli amministrativi aperti.

La visita ha toccato anche altri nodi strategici. Sul nuovo stadio Partenio, Fico ha adottato una postura politica prudente ma non neutra: la Regione valuterà i progetti che il Comune presenterà, senza sbilanciarsi su ipotesi di demolizione o ricostruzione, ma lasciando intendere che il sostegno regionale dipenderà dalla solidità delle proposte. Una posizione che evita promesse facili e allo stesso tempo apre un canale istituzionale chiaro.

Ancora più significativo il passaggio sulle infrastrutture ferroviarie. Il presidente ha confermato che sono in corso interlocuzioni con RFI per ripristinare il collegamento con Avellino e rafforzare l’asse con Benevento, con l’obiettivo di integrare la provincia nella rete dell’Alta Velocità e nella futura metropolitana regionale. Qui la politica emerge con forza: la Regione vuole ridurre l’isolamento dell’Irpinia, inserendola in un sistema di mobilità che non la costringa più a dipendere dai grandi poli urbani.

La giornata del 24 luglio, dunque, non è stata una semplice visita. È stata la messa in scena di una strategia: dimostrare che la Regione può intervenire dove per anni si è accumulata sfiducia, e che può farlo con atti concreti, non con annunci. Il Centro per l’Autismo di Valle diventa così un tassello di una narrazione politica che punta a restituire centralità alle aree interne, a partire da servizi essenziali e infrastrutture che definiscono la qualità della vita di un territorio.

In definitiva, la presenza di Fico ad Avellino ha voluto affermare un principio: la politica regionale deve essere misurata sulla capacità di realizzare, non di promettere. E il Centro di Valle, oggi operativo, è la prova che questa linea può produrre risultati.


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