Dopo i recenti tentati rapimenti di bambini arriva l’appello di Hilarry Sedu. Cosa dobbiamo pensare?

Le ipotesi più terribili che ogni genitore teme – dalla pedofilia al traffico di organi, all’adozione forzata da parte di coppie, fino alla riduzione in schiavitù – restano scenari possibili in astratto, e il fatto che ogni anno un numero significativo di persone, anche minori, non venga più ritrovato alimenta comprensibilmente la preoccupazione. I dati ufficiali mostrano un fenomeno complesso e tutt’altro che rassicurante, ma allo stato attuale delle indagini non emergono elementi che indichino l’esistenza di strutture organizzate dedicate a queste attività criminali e amorali: l’invito alla prudenza di Hilarry Sedu si inserisce in questo quadro, tra timori legittimi e la necessità di attenersi ai fatti verificati.

L’allarme lanciato dall’avvocato Hilarry Sedu, vicepresidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, nasce da un episodio reale e documentato: il tentato rapimento di un bambino di 5 anni in un supermercato di Caivano, dove un uomo di 45 anni è stato individuato grazie alle telecamere e alle testimonianze e arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato sequestro di persona. Nelle ultime settimane la cronaca ha riportato altri episodi simili, come la bambina di un anno afferrata da uno sconosciuto in un supermercato di Bergamo e la neonata sottratta in una clinica a Cosenza e ritrovata poche ore dopo. In tutti questi casi le forze dell’ordine sono intervenute rapidamente, hanno identificato i responsabili e hanno ricostruito i fatti con l’aiuto dei filmati e delle testimonianze.

È in questo clima che Sedu ha invitato i genitori a “fare attenzione”, parlando di un presunto “mercato nero dei bambini”. È necessario chiarire con precisione che questa espressione rappresenta una sua percezione personale, un allarme morale e umano, ma che – da quanto ci risulta – non trova riscontro in comunicazioni ufficiali delle autorità né in indagini che colleghino i singoli episodi a reti criminali organizzate. Pertanto, va detto chiaramente che le fonti disponibili non riportano alcuna evidenza dell’esistenza di un fenomeno strutturato di rapimenti di minori da parte di sconosciuti in Italia, anche se molte sono le persone di ogni età scomparse e non ancora ritrovate.

Per comprendere il quadro reale, occorre guardare ai dati ufficiali sulle persone scomparse. Secondo il dossier diffuso da Telefono Azzurro e dal Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, nel primo semestre del 2024 sono state presentate 11.694 denunce di scomparsa, di cui 8.143 riguardavano minori, pari a circa il 69,6% del totale. Dal 1974 a oggi risultano circa 4.700 minori ancora da ritrovare, un dato che colpisce e che testimonia la complessità del fenomeno. Il dossier sottolinea inoltre che più di un caso su tre riguarda fughe volontarie da casa, spesso legate a conflitti familiari o situazioni di disagio, e che una parte significativa delle denunce riguarda minori stranieri non accompagnati che si allontanano dalle strutture di accoglienza. Non si tratta quindi, nella maggioranza dei casi, di rapimenti da parte di sconosciuti.

A questi dati si affiancano quelli dell’associazione Penelope Italia ODV, una delle realtà più autorevoli nel supporto alle famiglie delle persone scomparse. Penelope, sulla base dei rapporti ufficiali del Ministero dell’Interno, evidenzia che circa il 75% delle denunce di scomparsa riguarda minori, una percentuale molto alta che riflette soprattutto la presenza di minori stranieri non accompagnati e gli allontanamenti volontari, non necessariamente episodi di sottrazione. L’associazione ricorda inoltre che, secondo i dati del CED del Ministero dell’Interno, dal 1974 risultano scomparse quasi 100.000 persone in Italia, tra adulti e minori, italiani e stranieri, un numero che rappresenta la somma delle denunce non ancora chiuse. Penelope sottolinea anche che la maggior parte dei casi si risolve, ma che resta una quota dolorosa di persone – tra cui minori – che non vengono più ritrovate, e per le quali le famiglie continuano a chiedere verità e sostegno.

I dati del Viminale riportati dalla stampa confermano che molti minori vengono ritrovati: nel primo semestre del 2024, a fronte di 5.042 minori italiani scomparsi, 3.746 sono stati ritrovati in vita, 93 purtroppo senza vita e 1.203 risultavano ancora da rintracciare al momento della rilevazione. Questi numeri non attenuano la gravità delle storie individuali, ma aiutano a comprendere che il fenomeno delle scomparse è ampio e variegato, e che non coincide automaticamente con i rapimenti.

Alla luce di tutto ciò, è corretto informare i lettori che episodi di tentata sottrazione di minori esistono e sono documentati, come quello di Caivano e altri casi recenti, e che la prudenza dei genitori è sempre un valore. È altrettanto necessario, però, chiarire che le autorità non hanno diffuso alcun allarme relativo a un “mercato nero dei bambini” e che i dati ufficiali non mostrano un aumento di rapimenti da parte di sconosciuti né l’esistenza di reti criminali dedicate alla sottrazione di minori. L’allarme di Sedu, dunque, va inteso come un’opinione e una percezione personale.