Alle prime ore del mattino, una tranquilla strada rurale nei pressi di San Felice a Cancello, nel casertano, si è trasformata in scenario di una tragedia. Un ciclista di 62 anni ha perso la vita nel tentativo di evitare un cinghiale che gli ha improvvisamente attraversato la carreggiata. L’uomo, originario di Pomigliano d’Arco, stava percorrendo il tratto tra Cancello e Polvica quando, per schivare l’animale, ha sterzato bruscamente finendo nella traiettoria di un furgone. L’impatto è stato fatale, nonostante l’arrivo tempestivo dei soccorsi.
La dinamica dell’incidente ha riacceso l’attenzione su un problema che da tempo affligge molte aree del Paese: la crescente presenza di fauna selvatica, in particolare dei cinghiali, lungo le strade.
In Campania, e non solo, gli avvistamenti si moltiplicano, soprattutto nelle ore più buie, e con essi gli episodi di pericolo. La strada è stata chiusa per consentire i rilievi, mentre attorno al luogo dell’incidente si è creata un’atmosfera sospesa, fatta di silenzi e sguardi increduli.
Il caso di San Felice a Cancello non è isolato. In Irpinia, ad esempio, si registrano episodi sempre più frequenti e preoccupanti. A Montefredane, una mandria di cinghiali ha invaso il territorio comunale, costringendo le autorità a diffondere un avviso urgente per invitare alla prudenza lungo la provinciale 185. La presenza degli animali è attribuita alla ricerca di cibo nei rifiuti e alla pressione dei predatori come i lupi, che li spingerebbero verso i centri abitati. Le strade di montagna, scarsamente illuminate e prive di protezioni adeguate, diventano così trappole per automobilisti e motociclisti.
A Montoro, nel cuore della notte, tre cinghiali sono stati immortalati mentre attraversavano via Sandro Pertini, in pieno centro. Le immagini hanno suscitato curiosità, ma anche timori per la sicurezza stradale e per i danni alle coltivazioni. Ancora più grave è stato l’incidente sull’autostrada Avellino–Salerno, dove una famiglia di cinghiali ha causato un tamponamento a catena che ha coinvolto cinque veicoli. Fortunatamente, non ci sono stati feriti gravi, ma i danni materiali sono stati ingenti.
Il bilancio più drammatico si è registrato sulla Statale Ofantina bis, dove un autoarticolato ha travolto undici cinghiali, uccidendoli sul colpo. Il conducente è rimasto illeso, ma la strada è rimasta bloccata per ore. A Summonte, una donna ha rischiato la vita dopo aver urtato un cinghiale lungo la Statale 88, ribaltando la propria auto.
Questi episodi, sempre più frequenti, delineano un quadro allarmante. La convivenza tra uomo e fauna selvatica sta diventando una sfida quotidiana, che richiede interventi urgenti e coordinati.
La morte del ciclista di Pomigliano d’Arco, appassionato e conosciuto nel suo ambiente, è un tragico promemoria: i confini tra natura e urbanizzazione si stanno dissolvendo, e ogni giorno la sicurezza sulle strade è messa a dura prova. Serve una riflessione profonda sulla gestione del territorio, sulla prevenzione e sulla tutela della vita umana, prima che altri episodi simili si trasformino in tragedie.


