AVELLA – In corso la pulizia dell’alveo del torrente Clanio

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In questi giorni è in corso la pulizia dell’àlveo del torrente “Clanio”, un intervento che interesserà l’intero tratto e le aree circostanti. L’operazione ha un duplice obiettivo: garantire il corretto deflusso delle acque, soprattutto in caso di piogge intense, e migliorare la pulizia e il decoro ambientale dell’area. L’Amministrazione Comunale di Avella invita la cittadinanza a non utilizzare l’àlveo come luogo di abbandono illegale di rifiuti, pratica che danneggia l’ambiente e vanifica gli sforzi di manutenzione.

Il Clanio è alimentato da un complesso di sorgenti, la più importante delle quali è chiamata Bocca dell’Acqua, che si trova nel territorio del comune di Sirignano (Bassa Irpinia, provincia di Avellino), nell’area del Parco dei Monti del Partenio. E’ un corso d’acqua con profonde radici storiche nella pianura campana: ha origine nei rilievi dell’area avellana e scorre verso la pianura, dove nel corso dei secoli la sua morfologia è stata pesantemente modificata da opere di bonifica e canalizzazione.

Storicamente le piene del Clanio causarono notevoli problemi idraulici all’agro di Acerra e dell’area circostante, tanto che già fra Cinquecento e Seicento furono avviate grandi opere di regimentazione idraulica (i cosiddetti “Regi Lagni”) che modificarono il percorso originario e le connessioni di foce verso il Tirreno, ove sfocia nei pressi della foce del Fiume Volturno.
Le ricostruzioni storiche e le sintesi cartografiche indicano che il corso, prima delle opere di bonifica, raggiungeva il Mar Tirreno a sud della foce del Volturno; in epoche successive fu deviato e incanalato nell’ambito del sistema dei Regi Lagni.

Gli interventi di pulizia degli alvei non sono semplici azioni estetiche: rimuovere vegetazione invasiva, rifiuti e sedimenti ripristina la sezione utile del corso d’acqua e quindi la sua capacità di trasportare acqua e detriti nelle fasi di piena, riducendo il rischio che i punti critici — attraversamenti, ponti, chiuse — si ostruiscano e provochino esondazioni o erosioni delle sponde. La storia idraulica della pianura campana dimostra come la mancata manutenzione o la presenza di ostacoli nell’alveo possano moltiplicare i danni in occasione di eventi meteorologici intensi.

La pratica migliore per la sicurezza idraulica non è la pulizia straordinaria una tantum, bensì un piano di manutenzione continuativo e integrato: sfalcio selettivo della vegetazione, rimozione dei sedimenti nei punti critici, verifica delle opere di attraversamento, consolidamento puntuale delle sponde e monitoraggio delle derivazioni sono misure complementari che, se coordinate fra Comune, Consorzi di bonifica, Autorità di bacino e Regione, riducono significativamente il rischio di alluvioni e dissesti. Progetti più ampi possono inoltre prevedere interventi di laminazione e il recupero di fasce riparie naturali per aumentare la resilienza del territorio.

La partecipazione della cittadinanza è un elemento cruciale: l’abbandono di rifiuti nell’alveo ostacola il deflusso, accelera l’accumulo di tappi e aumenta la probabilità di esondazione; segnalazioni tempestive di ostruzioni o opere abusive, e comportamenti responsabili, moltiplicano l’efficacia degli interventi pubblici. La comunicazione ai residenti e la vigilanza contro depositi illegali sono quindi parte integrante della strategia di prevenzione.

la manutenzione degli alvei come quella in corso sul Clanio è una misura preventiva fondamentale per la sicurezza delle persone, delle infrastrutture e delle attività agricole; va ripetuta nel tempo, pianificata tecnicamente e accompagnata da regole di gestione delle captazioni e dal rilascio dei deflussi minimi necessari.