Nei primi giorni di gennaio 2026 è scattata un’allerta che ha coinvolto uno dei prodotti simbolo della tradizione casearia italiana: la mozzarella di bufala campana dop. Il Ministero della Salute ha reso noto che alcuni lotti provenienti dallo stabilimento de La Contadina, a Grazzanise, sono stati ritirati e richiamati dopo il riscontro di aflatossina M1 oltre i limiti consentiti dalla normativa europea. La segnalazione, pubblicata il 2 gennaio sul portale ministeriale, ha immediatamente attivato le procedure previste per la sicurezza alimentare, che impongono agli operatori del settore di informare i clienti, ritirare i prodotti non conformi e avvisare i consumatori qualora la merce fosse già stata venduta.
La contaminazione riguarda mozzarella confezionata in diversi formati e commercializzata con vari marchi, tra cui Metro Chef, Tamburro e La Contadina stessa. Secondo quanto riportato da più testate, gli avvisi ufficiali pubblicati dal Ministero sono otto e fanno riferimento a produzioni realizzate tutte nello stesso stabilimento identificato dal codice IT 15630 CE. Le autorità sanitarie regionali hanno provveduto alla pubblicazione dei richiami dopo la valutazione delle Asl competenti, come previsto dalla procedura.
Il motivo dell’allerta è la presenza di aflatossina M1, un metabolita dell’aflatossina B1 che può comparire nel latte quando gli animali assumono mangimi contaminati. Le aflatossine sono micotossine prodotte da funghi microscopici, in particolare Aspergillus flavus e Aspergillus parasiticus, che proliferano soprattutto in ambienti caldi e umidi. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ricorda che queste sostanze sono note per la loro genotossicità e per il potenziale cancerogeno, e che possono contaminare non solo i mangimi, ma anche numerosi alimenti di uso quotidiano come frutta secca, spezie, riso, mais e fichi.
La M1, pur essendo meno potente della B1, rappresenta comunque un rischio quando supera le soglie stabilite dal regolamento europeo. Per questo motivo, una volta rilevata la non conformità, il ritiro dal mercato è stato immediato. Le indicazioni diffuse dal Ministero invitano i consumatori a non consumare i prodotti coinvolti e a restituirli al punto vendita, dove potranno ottenere rimborso o sostituzione.
Nonostante l’ampiezza del richiamo, gli esperti sottolineano che episodi come questo dimostrano l’efficacia dei controlli effettuati lungo la filiera lattiero-casearia italiana. Le verifiche costanti permettono infatti di individuare tempestivamente eventuali anomalie e di intervenire prima che possano rappresentare un pericolo reale per la salute pubblica. Anche in questo caso, la rapidità dell’azione ha consentito di circoscrivere il problema e di garantire la tutela dei consumatori

