Scoperta ad Ariano Irpino la proteina HUNK: nuova speranza contro il cancro gastrico

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Una scoperta tutta italiana potrebbe segnare un punto di svolta nella lotta contro uno dei tumori più diffusi e insidiosi a livello mondiale: quello gastrico. I ricercatori del gruppo di Biologia Cellulare e Preclinica Oncologica dell’Istituto Biogem di Ariano Irpino, guidati dal professor Geppino Falco, hanno identificato un nuovo biomarcatore noto come HUNK, sigla di Hormonally Upregulated Neu-associated Kinase.
Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Cell Communication and Signaling, rivela che questa proteina gioca un ruolo determinante nella crescita e nella sopravvivenza delle cellule tumorali.

Gli esperimenti condotti in laboratorio hanno dimostrato che HUNK interviene direttamente nei meccanismi di divisione cellulare e nella risposta allo stress intracellulare, due processi chiave che alimentano lo sviluppo delle cellule maligne. In particolare, è stato osservato che HUNK interagisce con la proteina p38 MAPK, favorendone la fosforilazione e attivazione, processo che promuove ulteriormente la proliferazione cellulare incontrollata. L’azione della proteina non si ferma qui: HUNK contribuisce anche all’aumento dei livelli di un’altra molecola, la MUC16, meglio conosciuta come CA-125. Quest’ultima è comunemente utilizzata come marcatore per monitorare alcuni tipi di tumori, come quello ovarico, ma i risultati dello studio suggeriscono un suo potenziale coinvolgimento anche nel cancro gastrico. Questo collegamento, oltre a fornire nuovi strumenti diagnostici, apre possibili percorsi terapeutici ancora inesplorati.

Secondo quanto affermato dai ricercatori, il silenziamento di HUNK, ottenuto attraverso tecniche di manipolazione genetica e testato sia su linee cellulari tumorali sia su organoidi derivati da pazienti oncologici, ha determinato una drastica riduzione della vitalità cellulare. Un effetto che conferma la centralità della proteina nel mantenimento dell’aggressività tumorale e che la rende un bersaglio privilegiato per lo sviluppo di farmaci antitumorali di nuova generazione. In un’intervista rilasciata a margine della pubblicazione, il professor Falco ha sottolineato il valore di questa scoperta, che arricchisce la comprensione dei meccanismi molecolari alla base della progressione del cancro allo stomaco, e ha espresso l’auspicio che si possa presto arrivare a sperimentazioni cliniche su larga scala.

Anche la dottoressa Giuseppina Di Paola, coautrice dello studio insieme al dottor Pellegrino Mazzone, ha evidenziato l’importanza dell’individuazione di HUNK come potenziale target farmacologico, sottolineando come una terapia mirata, basata sull’inibizione selettiva della proteina, possa rappresentare una strategia terapeutica più efficace e con minori effetti collaterali rispetto ai trattamenti tradizionali. In un contesto in cui il tumore gastrico continua a rappresentare la quarta causa di morte per cancro a livello globale, con oltre un milione di nuovi casi diagnosticati ogni anno secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la possibilità di disporre di un marcatore specifico e di un possibile nuovo bersaglio terapeutico rappresenta un’opportunità di enorme rilevanza clinica.

Il lavoro svolto a Biogem testimonia non solo l’eccellenza scientifica raggiunta da alcuni centri di ricerca italiani, ma anche la capacità di questi gruppi di contribuire concretamente alla medicina di precisione. In un’epoca in cui la personalizzazione delle terapie è sempre più centrale, la comprensione dei processi molecolari alla base delle neoplasie offre strumenti indispensabili per migliorare la prognosi e la qualità della vita dei pazienti. I riflettori restano ora puntati sulle prossime fasi di sperimentazione, con la comunità scientifica che guarda con attenzione al potenziale impatto clinico della scoperta. HUNK potrebbe rappresentare una nuova frontiera non solo nella diagnosi precoce del cancro gastrico, ma anche nello sviluppo di terapie mirate che agiscano direttamente sui meccanismi che alimentano la malattia.