
Torna a farsi strada con una forza che non si vedeva da anni, il progetto del tunnel sotto il Partenio. I sindaci della Valle Caudina e del Mandamento Baianese hanno rimesso mano a un’idea che, nel tempo, ha cambiato forma, dimensioni e ambizioni, ma non ha mai perso il suo significato: creare un collegamento rapido tra due territori che oggi vivono una distanza molto più grande dei chilometri che li separano. La nuova proposta, presentata al Ministero delle Infrastrutture, prevede un investimento di 200 milioni di euro per realizzare una galleria di circa tre chilometri e mezzo, inserita in un tracciato complessivo che potrebbe superare i dodici chilometri, con viadotti e una galleria artificiale a completare l’opera. L’obiettivo è semplice e allo stesso tempo decisivo: raggiungere l’autostrada in pochi minuti, collegandosi al casello di Tufino e riducendo drasticamente i tempi di percorrenza.
Questa versione del progetto è molto diversa da quella immaginata anni fa, quando si parlava di un traforo più lungo, più costoso e più complesso. Nel tempo, le amministrazioni hanno scelto di ridurre la lunghezza della galleria, sfruttare tratti stradali già esistenti e contenere l’impatto sul territorio. Il risultato è un’opera più compatta, più realistica e soprattutto più finanziabile. Le stime iniziali, che oscillavano tra 80 e 150 milioni, sono state superate da un piano più dettagliato che tiene conto di impianti di sicurezza, adeguamenti viari e studi ambientali, portando il totale ai 200 milioni attuali.
Per i sindaci, il tunnel rappresenta una risposta concreta a un problema che negli ultimi anni è diventato sempre più evidente: l’isolamento infrastrutturale della Valle Caudina. La sospensione del collegamento ferroviario con Napoli, l’aumento dei tempi di percorrenza sulla viabilità ordinaria e la difficoltà di raggiungere i poli industriali della Campania hanno reso urgente una soluzione capace di restituire competitività e opportunità a un’area che rischia di perdere popolazione e attività produttive. Un collegamento diretto con l’autostrada, secondo gli amministratori, permetterebbe di attrarre investimenti, facilitare la logistica e migliorare la qualità della vita di migliaia di pendolari.
Accanto all’entusiasmo, però, non mancano le perplessità. C’è chi teme che un’opera di queste dimensioni possa rivelarsi troppo onerosa rispetto ai benefici, chi ritiene prioritario completare altre infrastrutture già avviate e chi guarda con preoccupazione all’impatto ambientale sul massiccio del Partenio, un’area protetta che richiede valutazioni accurate e soluzioni tecniche non invasive. Le discussioni non riguardano solo la sostenibilità economica, ma anche la capacità di portare a termine un progetto complesso senza incorrere nei ritardi e nelle incertezze che spesso accompagnano le grandi opere.
Nonostante le opinioni divergenti, il fronte istituzionale appare oggi più compatto che in passato. I Comuni coinvolti hanno firmato un Protocollo d’Intesa e il dossier è stato trasmesso a Roma, dove verrà valutato sotto il profilo tecnico, economico e ambientale. Se dovesse ottenere il via libera, il tunnel del Partenio diventerebbe una delle infrastrutture più significative degli ultimi decenni per l’Irpinia e per l’intera area metropolitana campana, con la prospettiva di ridisegnare la mobilità interna e aprire nuove possibilità di sviluppo.


