Maxi truffa bancaria: donna vicentina perde 329mila euro, indagata una 31enne di Marigliano

Nelle pieghe più oscure della cronaca contemporanea spunta una truffa che sembra uscita da un teatro d’ombre: tecnologia, psicologia e un pizzico di scenografia degna delle storie raccontate nelle veglie di paese. È il quadro che emerge dall’indagine dei Carabinieri di Vicenza, che hanno individuato e denunciato una 31enne di Marigliano, sospettata di aver preso parte a un raggiro ai danni di una 55enne vicentina .

Secondo gli investigatori, tutto sarebbe iniziato con un messaggio-trappola, costruito con la tecnica dello spoofing: il testo sembrava provenire dalla banca della vittima e parlava di movimenti sospetti sul conto, invitandola a telefonare a un numero “sicuro” indicato nel messaggio .

Da lì, la vicenda ha preso i contorni di una rappresentazione quasi rituale. All’altro capo del telefono, un uomo che si spacciava per maresciallo dei Carabinieri, usando un numero camuffato per sembrare quello di una vera caserma. Per rendere la farsa ancora più credibile, avrebbe perfino effettuato una videochiamata da un ambiente che imitava un ufficio di polizia, con tanto di atmosfera da “autorità” costruita ad arte .

Convinta di essere stata arruolata in una sorta di operazione sotto copertura – una missione per smascherare dirigenti bancari infedeli – la donna ha finito per eseguire bonifici per oltre 329.000 euro, seguendo le istruzioni dei truffatori come se stesse collaborando a un’indagine segreta .

La denuncia immediata ha però permesso ai Carabinieri di intervenire con rapidità. La somma di 99.000 euro è stata bloccata e restituiti alla vittima. 129.342,88 euro sono stati sequestrati su ordine della Procura di Nola. Le verifiche sui flussi di denaro hanno portato all’identificazione della 31enne, ora denunciata a piede libero .

Il caso dimostra come le truffe moderne siano un intreccio di ingegneria sociale, manipolazione emotiva e strumenti digitali sempre più raffinati. I Carabinieri ricordano che nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiede mai di spostare denaro su conti di terzi, né richiede codici personali: davanti a qualsiasi comunicazione sospetta, l’unica strada è interrompere il contatto e chiamare il 112 tramite i canali ufficiali