Il provvedimento arriva a conclusione delle indagini avviate dopo il colpo, avvenuto lo scorso 12 febbraio, quando i due si sarebbero presentati alla vittima fingendosi carabinieri. Secondo la ricostruzione investigativa, avevano prima contattato telefonicamente l’uomo, convincendolo che fosse in corso un controllo su alcuni preziosi, e poi si erano presentati alla porta con atteggiamento credibile e uniforme verbale. La vittima, fidandosi della loro falsa identità, aveva mostrato gioielli, monete e medaglie d’oro, che i due hanno afferrato e portato via con rapidità, dileguandosi subito dopo.
Dopo il furto, i giovani erano rientrati in Campania, rendendo inizialmente più complesso il lavoro degli investigatori. La collaborazione tra la Squadra Mobile di Udine e il Commissariato di Aversa ha però permesso di ricostruire i movimenti dei sospetti, individuare i collegamenti con il colpo e ottenere dal giudice la misura cautelare eseguita oggi. Gli inquirenti ritengono possibile la presenza di un terzo complice, probabilmente incaricato delle telefonate preparatorie, e le verifiche per identificarlo sono ancora in corso.

