Discarica abusiva tra Marigliano e Nola. Scoperto un sistema di sversamenti illegali: scatta la denuncia di Borrelli e degli ambientalisti

Una vasta area compresa tra Marigliano e Nola è stata teatro di un nuovo intervento contro lo smaltimento illecito di rifiuti. Il deputato Francesco Emilio Borrelli ha effettuato un sopralluogo insieme al criminologo specializzato in reati ambientali Alessandro Cannavacciuolo e ai volontari dell’associazione Antiroghi di Acerra, documentando una situazione definita dagli stessi partecipanti come gravemente compromessa dal punto di vista ambientale.

Durante l’ispezione sono stati individuati fanghi e rifiuti solidi che, secondo gli attivisti, proverrebbero dai Regi Lagni. Materiali che dovrebbero essere conferiti in discarica secondo le procedure previste, ma che invece sarebbero stati abbandonati direttamente sul terreno, a ridosso di terreni agricoli. Tra i cumuli sono stati rinvenuti scarti industriali combusti, pneumatici, residui chimici, guaine bituminose e traversine ferroviarie, elementi che fanno ipotizzare la presenza di rifiuti speciali e potenzialmente pericolosi.

Borrelli ha denunciato la presenza di un “crimine ambientale di proporzioni enormi”, chiedendo un intervento immediato delle autorità per il sequestro dell’area e l’avvio di indagini sulla provenienza dei materiali. Il deputato ha ipotizzato il coinvolgimento di aziende che, pur operando anche nel settore pubblico, potrebbero aver scelto di ridurre i costi di smaltimento ricorrendo a pratiche illegali. Una dinamica che conferma, secondo Borrelli, come la Terra dei Fuochi e le ecomafie continuino a rappresentare una minaccia concreta per il territorio.

Cannavacciuolo, che da tempo monitora la zona, ha spiegato che le anomalie riscontrate sono numerose e coerenti con la presenza di fanghi di depurazione. L’utilizzo di droni ha permesso di individuare un percorso tracciato per facilitare il passaggio dei mezzi impiegati negli sversamenti. L’attivista ha inoltre riferito che, durante le attività di osservazione, sarebbe stata identificata una ditta operante nei Regi Lagni come possibile responsabile dei conferimenti abusivi.

Il rischio più rilevante riguarda la contaminazione delle falde acquifere, un danno che potrebbe estendersi per chilometri e coinvolgere le aree agricole circostanti, con conseguenze difficili da contenere.

Il sopralluogo si è concluso con un appello a un intervento rapido e coordinato, necessario per fermare un fenomeno che minaccia di aggravare ulteriormente una situazione ambientale già critica.