Rete di Trieste: a Sant’Angelo dei Lombardi si incontrano circa mille amministratori locali di ispirazione cattolica per la rinascita delle aree interne


Nel pomeriggio di lunedì 21 luglio 2025 l’Abbazia del Goleto a Sant’Angelo dei Lombardi (Av) farà da suggestiva cornice alla presentazione della Rete di Trieste, il network nazionale degli amministratori di ispirazione cattolica nato sulla spinta della Settimana Sociale di Trieste di luglio 2024 e formalmente costituito a febbraio 2025.
Davanti a un pubblico di circa mille sindaci, consiglieri comunali, assessori e operatori sociali provenienti da tutta Italia, sarà illustrata una piattaforma programmatica costruita dal basso che poggia su cinque pilastri: partecipazione democratica, politiche giovanili, welfare territoriale, transizione ecologica e tutela del territorio e sviluppo delle aree interne.

L’incontro sarà aperto dall’economista Leonardo Becchetti, tra i principali sostenitori in Italia dell’economia civile, e vedrà gli interventi di figure di primo piano come Rosanna Repole, sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi e presidente della Città dell’Alta Irpinia, Pina Di Donna, consigliera comunale di Torre del Greco e coordinatrice regionale, e Angelo Moretti, portavoce del Movimento europeo di azione nonviolenta. Accanto a loro, interverranno il consigliere provinciale Franco Di Cecilia, la consigliera comunale e presidente del Rotary Club Hirpinia-Goleto Stefania Di Cecilia, il sindaco di Torella dei Lombardi e presidente della Comunità montana Alta Irpinia Amado Delli Gatti, la consigliera di Conza della Campania Bruna Cerracchio, oltre a rappresentanti dell’Arcidiocesi come Mons. Tarcisio Gambalonga e Don Rino Morra.

La Rete di Trieste vanta oggi una struttura organizzativa che, dopo l’assemblea costituente di Roma – che ha raccolto oltre quattrocento amministratori – ha portato a giugno 2025 alla formazione di un Coordinamento nazionale estratto a sorteggio tra gruppi regionali, con piena parità di genere e un’attenzione speciale agli under 35. Tra i portavoce spiccano i nomi di Francesco Russo, vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, e Margherita La Rocca Ruvolo, deputata regionale in Sicilia, insieme a Pina Di Donna.

I cinque punti programmatici, tradotti in mozioni e ordini del giorno da presentare nei consigli comunali e regionali di cento province, puntano a contrastare l’astensionismo attraverso bilanci partecipativi e assemblee civiche, a promuovere la formazione socio-politica dei giovani con scuole e consulte dedicate, a costruire un welfare di prossimità grazie ad attività come il recupero delle eccedenze alimentari e l’abitare sociale, a spingere per Comunità Energetiche Rinnovabili e politiche di moderazione del traffico urbano, infine a rigenerare le aree interne con flat tax territoriali e cooperative di comunità.

Progetti pilota in Calabria e in altre regioni hanno già coinvolto le realtà associative come Acli, Sant’Egidio e Agesci, mentre il Garante dell’Infanzia Emanuele Mattia ha evidenziato il legame tra queste azioni e i diritti ONU sui minori, sottolineando la centralità dell’ascolto e della partecipazione. Il Movimento per l’Autonomia ha ribadito la necessità di uno spazio politico plurale e laico, aperto a soluzioni innovative sia nelle periferie urbane che nei borghi montani.

La Rete di Trieste proseguirà il suo tour con tappe a Reggio Calabria il 15 luglio, a Cosenza il 17 luglio e a Lamezia Terme il 19 luglio, prima di concludere entro fine mese la mobilitazione in cento province italiane, con l’obiettivo di trasformare la piattaforma in leggi e atti amministrativi concreti.