COVID: Sapremo mai la verità?

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Martedì 18 ottobre 2022 il portale msn.com, riportando una notizia rimbalzata da Adnkronos, una delle più prestigiose agenzie di stampa italiane, titolava: “Covid, Omicron più ceppo Wuhan: creato virus mortale all’80%” creando, comprensibilmente, un bel po’ di preoccupazione tra i lettori.

Nell’articolo (consultabile cliccando su questo link), si diceva che in un laboratorio della Boston University gli scienziati avrebbero combinato la variante Omicron con il ceppo originale di Wuhan. A rivelare questa sconvolgente notizia – si dice nell’articolo – sarebbe stato The Daily Mail, il famoso tabloid londinese, che, nella giornata di lunedì 17 ottobre, rendeva nota la ferma condanna della comunità scientifica sulla pericolosa manipolazione dei virus che, si teme, stia in corso negli Stati Uniti, nonostante i sospetti che proprio pratiche simili possano aver dato inizio alla pandemia. In particolare, nell’articolo, si riporta il seguente virgolettato, attribuito a Shmuel Shapira, uno dei principali scienziati del governo israeliano: “Si sta giocando con il fuoco, questa pratica dovrebbe essere totalmente proibita“.

Nella stessa giornata, anche foxnews.com (all’articolo consultabile cliccando su questo link) riportava, testualmente, che “I ricercatori della Boston University affermano di aver sviluppato un nuovo ceppo COVID più letale in laboratorio. I ricercatori della Boston University hanno aggiunto una proteina spike della variante Omicron al ceppo Wuhan originale, che ha un tasso di mortalità dell’80%”.

A questi articoli di quotidiani inglesi è seguita la pronta smentita del NEIDL (ndr. National Emerging Infectious Diseases Laboratories, di Boston, USA) che definiscono le notizie pubblicate nel Regno Unito, “false e imprecise” sostenendo che esse traviserebbero ciò che i ricercatori hanno effettivamente sperimentato (il comunicato è consultabile cliccando su questo link) e che la Boston University “ha adempiuto a tutti gli obblighi e protocolli normativi

L’Università americana ha anche osservato che la ricerca è stata rivista e approvata dall’Institutional Biosafety Committee (IBC), composto da scienziati e membri della comunità locale, e che la Boston Public Health Commission aveva approvato la ricerca.

“Hanno sensazionalizzato il messaggio, travisano lo studio e i suoi obiettivi nella sua interezza”, afferma Ronald B. Corley, direttore del NEIDL e presidente di microbiologia della BU Chobanian & Avedisian School of Medicine.

Questa, ad oggi, è la situazione.

Sapremo mai la verità?

Per dirla con il Manzoni, “Ai posteri l’ardua sentenza!”.