Chi doveva impedire che, a Pasquetta, le auto dei visitatori arrivassero fino al bordo del laghetto di Campo Maggiore e che disturbassero il “Rospo smeraldino”?


In coda all’articolo abbiamo allegato il filmato del Prof. Stefano Lanziello sulla riproduzione del rospo smeraldino, nel laghetto  di Campo Maggiore, in agro di Mercogliano (Av), la cui riproduzione è messa a rischio dai frequenti “disturbi” del loro habitat naturale. 


Come si vede dalla foto sopra (resa sbiadita per tutelare la privacy delle persone ritratte) si possono notare alcune auto impunemente parcheggiate sulle sponde del laghetto di Campo Maggiore a Montevergine di Mercogliano, nel giorno di Pasquetta.

Essa, pur essendo un’importante zona protetta compresa nel Parco Regionale del Partenio, è stata letteralmente invasa da turisti provenienti da tutta la regione, proprio nel periodo di riproduzione del rospo comune occidentale (Bufo spinosus) e del più raro e delicato rospo smeraldino (Bufotes o Bufo viridis).

Anche se non è stata osservata la presenza di alcun parcheggiatore abusivo, si nota la totale mancanza di guardie ambientali o, comunque, di vigilanza e/o di transenne.
 
Non sono mancate, a onor del vero, né le lamentele del sindaco di Mercogliano, Vittorio D’Alessio, né quelle del presidente del Parco, Francesco Iovino. Entrambi, si lamentano di questi e di altri episodi che si verificano puntualmente (l’invasione incontrollati di turisti ad ogni Pasquetta, e quella, ancora più dannosa di motocross e quad , durante tutto l’anno) e della incomprensibile usanza di compiere chilometri e chilometri per andare a scaricare immondizia in luoghi di così grande rilevanza naturalistica e ambientale.

Tuttavia, i cittadini meno avvezzi alle acrobazie dei proclami in politichese, quando ascoltano queste dichiarazioni dei politici (che, talora, come in uno sketch di Massimo Troisi, mentre parlano hanno un dito accusatorio puntato verso l’ascoltatore), disorientati e confusi, si chiedono: “Ma vuoi vedere che devo provvedere io?”

In realtà, servono provvedimenti e sanzioni efficaci, poiché i proclami e gli appelli lasciano il tempo che trovano. Così come pure a nulla serve il rimpallo delle competenze e delle responsabilità. E neppure esprimere, con volto costernato, “preoccupazioni per l’inciviltà e il degrado ambientale osservati” o “lo sdegno per la presenza di rifiuti abbandonati e l’impatto negativo sull’ambiente”.

Ormai tutti si chiedono – imitando l’indimenticato Massimo Troisi – chi debba davvero intervenire e, molti cominciano a temere che qualcuno stia attendendo l’intervento delle “tartarughe ninja” o di qualche altro supereroe!

Eppure, basterebbe semplicemente un po’ più di “governance”, di determinazione e di progettualità! Magari copiando ciò che si fa altrove!