Sete Sóis Sete Luas 2025 in Irpinia: V edizione di “Irpinia Terra di Mezzo” — Concerti internazionali e Salotti Enogastronomici nei borghi (30/08–04/10)

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La rassegna culturale che porta i borghi dell’Appennino meridionale sotto i riflettori torna quest’anno con un’ambizione ancora più ampia: la V edizione di “Irpinia Terra di Mezzo” si svolgerà in stretta collaborazione con il prestigioso Festival Sete Sóis Sete Luas, giunto alla sua 33ª edizione, trasformando il territorio in un piccolo crocevia mediterraneo di suoni, sapori e incontri.

Il Festival Sete Sóis Sete Luas è una rete culturale e un progetto itinerante che mette in connessione tradizioni musicali, artistiche e comunitarie dell’area mediterranea (e dei paesi atlantici collegati) attraverso concerti, residenze, scambi e collaborazioni tra artisti di diverse nazionalità; nato con l’obiettivo di favorire il dialogo interculturale, promuove esibizioni che mescolano radici locali e contaminazioni globali, trasformando luoghi storici e paesaggi minori in palcoscenici di scambio e sperimentazione.

Il cartellone, articolato tra fine agosto e inizio ottobre, è pensato per attraversare i centri storici e gli spazi monumentali di sei comuni — Salza Irpina, Torrioni, Montefusco, Santo Stefano del Sole, Pietradefusi e San Giorgio del Sannio — offrendo una sequenza di appuntamenti dal 30 agosto al 4 ottobre 2025 che alternano concerti serali a percorsi enogastronomici strutturati nei palazzi e nei castelli dei luoghi ospitanti.

La direzione artistica firmata da Fiorenza Calogero non è solo un nome sulla locandina: la sua scelta di mettere in connessione musicisti e tradizioni di Paesi diversi conferma l’intento di fare del festival un laboratorio di contaminazione culturale. Tra le proposte in scena emergono formazioni e voci provenienti dalla Corsica, dall’Andalusia, dal Portogallo, dalla Tunisia, dalla Grecia, da Capo Verde e dal Brasile, una geografia sonora che racconta migrazioni, scambi e affinità mediterranee.

Accanto ai concerti — che si articolano in piazze, giardini e chiese dei paesi coinvolti — il programma prevede sei Salotti Enogastronomici che animano luoghi come il Palazzo Imperiale D’Afflitto e il Castello Borbonico, trasformando la scoperta del paesaggio e del patrimonio architettonico in un’esperienza sensoriale che unisce musica, storie locali e prodotti tipici. L’intento dichiarato è quello di restituire centralità alle comunità locali, valorizzando le risorse materiali e immateriali del territorio.

Sul fronte artistico si alternano serate dedicate tanto ai percorsi acustici e alle contaminazioni world quanto a proposte più intime e narrative: dalla partecipazione di interpreti come Christophe Mondoloni e Jesús Gil Fernández, alle ensemble e ai progetti collettivi che rappresentano isole culturali del Mediterraneo; spicca inoltre lo spettacolo ideato per il festival, che vede la stessa Fiorenza Calogero protagonista insieme ad artiste internazionali, un esempio lampante di come la direzione abbia voluto mescolare repertori e linguaggi.

La formula dell’evento mescola la dimensione performativa con una forte attenzione al contesto: le strade e le piazze si trasformano in palcoscenico, i siti storici vengono riaperti alla comunità e i momenti conviviali diventano altrettante occasioni per raccontare storie locali attraverso cibo e vino. Questo approccio — raccontato dagli organizzatori nelle note di presentazione — punta a “aprire le porte” dei borghi non per omologarli, ma per mostrarne le identità in dialogo con tradizioni lontane.

Per il pubblico si tratta dunque di un itinerario che combina musica internazionale, memoria locale e scoperta enogastronomica: un calendario pensato per chi cerca sia l’emozione del concerto sotto le stelle sia l’intimità di una sala nobiliare dedicata alla degustazione e alla conversazione. Le varie testate locali hanno sottolineato come l’edizione 2025 voglia consolidare il progetto e al tempo stesso aprirne i confini, includendo per la prima volta tessuti amministrativi e comunità del Sannio.

Chi ama i festival che sanno coniugare impegno culturale e piacevolezza esperienziale troverà in questa edizione un’occasione per riscoprire luoghi spesso fuori dai circuiti principali, ascoltare voci meno scontate e assaggiare prodotti radicati nel territorio. L’esperienza proposta tiene insieme il piacere immediato dell’ascolto con la più lunga traiettoria di valorizzazione del paesaggio umano e materiale dell’Irpinia e del Sannio.

In conclusione, la manifestazione si presenta come un invito a percorrere strade antiche a ritmo contemporaneo, dove la musica diventa ponte e i borghi ritornano ad essere luoghi di scambio e ospitalità culturale. Per dettagli pratici su orari, luoghi esatti e modalità di partecipazione è possibile consultare il programma ufficiale e i canali istituzionali del festival.