La voragine, aperta lo scorso 18 gennaio 2024, aveva costretto le famiglie a sgomberare le proprie abitazioni, interrompendo ogni flusso di traffico in quello che è l’ingresso principale a Cimitile e causando problemi e congestioni anche sulla Nazionale, nei pressi del MacDonald, dove c’era lo sbocco alternativo.
Nei mesi successivi, quella profonda frattura nel manto stradale, che superava i dieci metri di profondità, ha messo in luce condizioni critiche del sottosuolo e ha alimentato un forte senso d’insicurezza nella comunità e per il timore di possibili crolli.
Le prime ispezioni lasciavano intravedere un intervento rapido, ma ben presto sono emerse le complessità del terreno e le divergenze tra Comune e Gori – società incaricata della gestione idrica – che hanno allungato i tempi di ripristino. Immagini di veicoli in sosta con le quattro frecce, dispositivi di segnalazione improvvisati e testimonianze di cittadini esasperati descrivevano quella zona come un “limbo dimenticato”.
La svolta è arrivata a marzo 2025, quando l’Ente Idrico Campano è riuscito a mediare un’intesa tra le parti: complessivamente 260.000 euro sono stati destinati al progetto di consolidamento del sottosuolo, di cui 230.000 a carico di Gori e 30.000 finanziati dal Comune di Cimitile.
Gli interventi hanno previsto l’impiego di tecnologie innovative, come l’iniezione di schiuma espansa e lapillo, dopo uno studio approfondito delle cause del cedimento e la pianificazione di un piano d’azione dettagliato.
Ieri, 7 luglio 2025, a 537 giorni esatti dal giorno in cui si era aperta la voragine, le transenne sono state rimosse e il traffico è ripreso regolarmente. Il sindaco ha salutato l’evento come la dimostrazione che la perseveranza e la collaborazione possono avere la meglio sulle difficoltà più ostinate. I cittadini hanno festeggiato riconquistando uno spazio urbano rimasto sospeso per troppo tempo, mentre alcuni commercianti, sollevati dal ritorno alla normalità, hanno lanciato promozioni speciali per celebrare la riapertura.

