Aurora boreale visibile, per qualche minuto, anche dall’Irpinia !

(c) Webcam Associazione Falchi di Monteforte Irpino (Av)
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Come avevamo annunziato ieri, pur tra tanti dubbi, stasera si è potuto osservare anche in Irpinia il magico fenomeno dell’aurora boreale! Si tratta di un evento davvero eccezionale e numerose sono state le foto condivise in tutta Italia sui social media dopo le 21, quando il cielo in molte aree della penisola si è tinto di rosso, con varie sfumature a seconda dell’intensità del fenomeno osservato. E la meravigliosa luce ha illuminato anche i cieli di Irpinia.
L’Osservatorio di Montevergine di Mercogliano (Av)  ha pubblicato la foto affascinante, che è stata postata sulla loro pagina social e ha ricevuto molti like e condivisioni. “Una rarissima aurora boreale è quella che si può vedere dai nostri cieli in queste ore serali del 10 maggio 2024. Anche la webcam gestita dall’Associazione Falchi Monteforte, che ringraziamo, ha catturato uno scatto stupendo alle 22.30”, scrivono gli esperti dell’Osservatorio di Montevergine, che condividono lo scatto.

L’inusuale fenomeno ha potuto verificarsi a causa di tempesta geomagnetica, di origine solare, che sta influenzando la Terra.  Forse sarà possibile osservare l’aurora anche nella notte tra sabato e domenica: non si sa mai…

 

In realtà, ciò che abbiamo osservato potrebbe essere un SAR, cioè una manifestazione dell’energia termica liberata da un vento solare particolarmente potente che si propaga nell’alta atmosfera formando un anello attorno al globo.
I SAR sono prodotti dall’eccitazione dell’ossigeno (da cui il colore rosso) e, a differenza delle aurore boreali, non sono causati direttamente dalle particelle cariche solari che interagiscono con l’atmosfera, ma dalla dinamica delle fasce di Van Allen.

Le particelle presenti in queste fasce, che circondano l’intero pianeta, generano flussi circolari di cariche che agiscono come correnti elettriche, note come correnti ad anello.
L’espulsione di massa coronale avvenuta nel sole nei giorni precedenti ha raggiunto la Terra la notte scorsa e potrebbe aver alimentato le correnti delle fasce che avrebbero poi scaricato l’energia accumulata nell’alta atmosfera, eccitando l’ossigeno presente nell’atmosfera e generando la luce rossa osservata.

La previsione della Noaa mostra la possibilità che l’aurora sia visibile sabato sera dopo il tramonto!
Al momento l’indice kp è 8 (in una scala che va da 1 a 9), spesso con indice kp8 l’aurora è visibile quantomeno dalle zone alpine italiane.
Non ci resta che attendere, sperando che il livello si mantenga alto anche quando farà buio e che il cielo sia sgombro da nuvole.


APPROFONDIMENTO: I FLARE E L’EVENTO DI CARRINGTON:

I flare solari sono esplosioni intense sulla superficie del sole causate dal rilascio di energia magnetica accumulata. Durante un flare solare, viene rilasciata una grande quantità di radiazione elettromagnetica, compresi raggi X, ultravioletti e onde radio.

La velocità con cui un flare solare raggiunge la Terra dipende dalla sua intensità e dalla posizione del sole al momento dell’esplosione. Tuttavia, in generale, la radiazione elettromagnetica emessa da un flare solare viaggia alla velocità della luce, che è di circa 300.000 chilometri al secondo. Considerando che la distanza media tra la Terra e il Sole è di circa 150 milioni di chilometri, la radiazione di un flare solare impiegherebbe circa 8 minuti e 20 secondi per raggiungere la Terra.

Tuttavia, è importante notare che le particelle cariche (protoni ed elettroni) espulse durante un flare solare viaggiano a velocità molto inferiori alla velocità della luce e possono impiegare da 2 ore a diversi giorni per raggiungere la Terra. Queste particelle cariche possono interagire con il campo magnetico terrestre e causare varie forme di attività geomagnetica, come le aurore boreali e australi.

L’Evento di Carrington, registrato il 1º settembre 1859, è considerato la più grande tempesta geomagnetica o solare mai osservata dagli astronomi. Deve il suo nome all’astronomo inglese Richard Carrington, che grazie al suo studio delle macchie solari, fu precursore anche della Legge di Spörer.

Durante l’evento, una violenta eruzione di materia e radiazione elettromagnetica sulla fotosfera solare, conosciuta come brillamento solare, fu osservata da Carrington e un altro astronomo inglese, Richard Hodgson. Questo brillamento fu accompagnato da un’espulsione di massa coronale, uno “tsunami” di particelle elettricamente cariche, protoni ed elettroni, che viaggiavano nello spazio a una velocità di 2500 km/s, puntato come un proiettile in direzione della Terra.

La tempesta provocò notevoli disturbi all’allora recente tecnologia del telegrafo, causando l’interruzione delle linee telegrafiche per 14 ore, e produsse un’aurora boreale visibile anche a latitudini inusuali, come Roma, Giamaica, Hawaii, Cuba e Napoli. Se un evento simile dovesse accadere oggi, potrebbe causare una crisi su scala globale con danni per migliaia di miliardi di dollari.

 

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