Allarme incendi: gli elicotteri più potenti d’Europa, i poderosi Erickson S‑64F, fermi al suolo per un cavillo burocratico!

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L’estate 2025 si sta rivelando particolarmente drammatica sotto il profilo degli incendi boschivi, con focolai che si moltiplicano in diverse regioni italiane e costringono i Vigili del Fuoco a uno sforzo senza precedenti.
In questo scenario emergenziale, gli Erickson S‑64F – i più potenti water‑bombers d’Europa – restano però fermi a terra dallo scorso 26 giugno a causa di un intricato contenzioso burocratico legato al rinnovo delle abilitazioni di volo da parte dell’ENAC.
Questi elicotteri – passati nel 2017 dal Corpo Forestale dello Stato (passato confluito nei Carabinieri) al Corpo dei Vigili del Fuoco – sono dotati di un serbatoio sottostante da 10.030 litri e in grado di prelevare acqua direttamente da bacini naturali attraverso un sistema di pond snorkel che pompa fino a 300 litri al secondo. Avrebbero rappresentato una risorsa fondamentale per contenere le fiamme in meno di un minuto di versata; al contrario, rimangono inattivi proprio quando la stagione antincendio richiederebbe la massima efficienza delle operazioni aeree.

Il paradosso ha radici in un regolamento europeo entrato in vigore nel 2012, che ha esteso agli aeromobili civili – quindi anche agli S‑64F dei Vigili del Fuoco, non più classificati come “mezzi di Stato” – l’obbligo di patente EASA (European Union Aviation Safety Agency).
Nel 2019 l’ENAC aveva svolto un ruolo primario nell’adeguare la flotta dei pompieri italiani, istituendo un percorso formativo “su misura” affinché i piloti – molti dei quali formatisi con licenze nazionali – acquisissero i requisiti tecnici e teorici richiesti. Fino a inizio 2024, tutto sembrava procedere regolarmente: i rinnovi delle abilitazioni avvenivano puntualmente, garantendo la piena operatività dei sei S‑64F acquistati a partire dal 2011.

Un brusco cambio di rotta si è verificato il 31 gennaio 2024, quando l’ENAC ha deciso di non rinnovare più le licenze secondo le procedure ordinarie, relegandole a una “Trascrizione in Appendice Nazionale” e motivando il provvedimento con la “mancanza dei requisiti” che però, paradossalmente, erano stati tali da giustificare lo speciale iter formativo approvato cinque anni prima.
La scoperta da parte dei piloti di non possedere una licenza “completamente valida” ha innescato un contenzioso legale: uno di loro ha impugnato il diniego davanti al Consiglio di Stato, ottenendo l’ammissione di un’istanza cautelare che ha bloccato anche la possibilità di volare con “patenti limitate” e lasciando sospeso l’intero dispositivo di volo antincendio.

Dal punto di vista tecnico, l’Erickson S‑64F è un veicolo di dimensioni imponenti: dotato di due turbine Pratt & Whitney JFTD12A‑3B in grado di sviluppare complessivamente circa 5.500 shp, il velivolo raggiunge una velocità massima di 288 km/h, con crociera intorno ai 240 km/h e un’autonomia di circa 680 km; il rotore a sei pale, dal diametro di quasi 22 metri, è in grado di sostenere un peso massimo al decollo di oltre 19 tonnellate, mentre l’equipaggio di volo – composto normalmente da pilota, copilota e tecnico di volo – gestisce un glass cockpit con avionica digitale avanzata. La capacità di sollevamento, superiore a 4.000 kg fino a 3.000 metri di quota, rende lo SkyCrane un mezzo estremamente versatile non solo per missioni antincendi boschivi, ma anche per trasporti industriali, recupero post‑alluvioni e operativo di supporto alla Difesa Civile.

Anche la Campania ha già sperimentato il prezioso supporto degli S‑64F in operazioni antincendio: nel corso del 2024, uno di questi elicotteri è stato stanziato nel capoluogo Caserta per fronteggiare un vasto rogo di sterpaglie a Capua, dove ha operato fianco a fianco con le squadre terrestri; analoghe missioni si sono svolte in Costiera Amalfitana, con versate decisive lungo le scogliere di Maiori e Amalfi per proteggere le abitazioni minacciate dalle fiamme. La regione, peraltro, nel proprio bando 2024‑2025 ha incluso un servizio aereo costituito da sette elicotteri – sei monomotore e un bimotore – per un totale di oltre mille ore di volo dedicate all’attività antincendi boschivi, presumibilmente destinando il bimotore proprio alla piattaforma Erickson.

Con gli S‑64F inchiodati al suolo, il Dipartimento della Protezione Civile e il Ministero dell’Interno si sono visti costretti a ricorrere a società private, la cui flotta – seppur efficace – si avvale di elicotteri di categoria inferiore e comporta costi molto elevati. A livello economico, un pilota interno al Corpo Nazionale percepisce un compenso medio di circa 3.000 euro mensili, mentre la gestione di un singolo apparecchio privato – includendo noleggio, carburante e personale – può superare i 1.800 euro al giorno per pilota, senza tenere conto delle tariffe per ora‑volo del mezzo stesso e dei costi logistici aggiuntivi.

Mentre la palla passa ora al Consiglio di Stato, che ha chiesto chiarimenti urgenti all’ENAC, il tempo gioca contro il patrimonio boschivo e le comunità a rischio. Ogni giorno senza Erickson S‑64F significa ettari di vegetazione perduti e potenziale pericolo per la popolazione. L’appello del legale del pilota ricorrente, avvocato Mario Cicchetti, non riguarda più soltanto la tutela dei diritti professionali degli equipaggi, ma investe il cuore della sicurezza nazionale: è indispensabile un rapido pronunciamento che rimuova ogni incertezza giuridica e restituisca all’Italia i suoi «giganti del cielo» proprio nel momento in cui sono più necessari.