È una delle settimane più calde dell’estate e, mentre milioni di italiani si spostano per le vacanze, molte persone anziane restano sole nelle proprie abitazioni. È proprio in questi giorni che aumenta l’importanza della prevenzione contro le truffe: i malviventi fanno leva sulla solitudine, sulla fiducia e sull’ansia provocata da una presunta emergenza per convincere le vittime a consegnare denaro, gioielli o dati personali.
L’ondata di calore che sta interessando l’Italia si sta prolungando anche oltre Ferragosto, con temperature elevate e notti particolarmente calde. In questo contesto, l’invito dei Carabinieri è a non abbassare la guardia e, soprattutto, a mantenere un contatto quotidiano con i familiari, i vicini e le persone di fiducia che vivono vicino agli anziani.
Il trend è in aumento nonostante una campagna di sensibilizzazione enorme da parte di tutte le istituzioni coinvolte. Gli anziani hanno bisogno di un aiuto e di un supporto costante; l’espressione “fasce deboli” intende proprio quella categoria di persone che a causa di condizioni fisiche, sociali anagrafiche o economiche, si trovano in una situazione di maggiore vulnerabilità.
E’ per questo motivo che i Carabinieri di Napoli, questa volta, si rivolgono a quelle persone che devono proteggere chi li ha messi al mondo. Figli, nipoti, vicini e amici di nonni e nonne fragili.
Un appello soprattutto alle famiglie: una telefonata in più può fare la differenza.
Chiamare una persona anziana che vive sola, soprattutto nelle ore più calde della giornata, non significa soltanto verificare che stia bene fisicamente. Significa anche ridurre quella condizione di isolamento che può rendere più facile per un truffatore instaurare un rapporto di fiducia e manipolare la vittima.
Un semplice “Come stai? Hai ricevuto telefonate strane?” può interrompere un raggiro prima che sia troppo tardi. Una chiamata in più può sventare una truffa telefonica.
Se qualcuno telefona chiedendo soldi, gioielli o informazioni personali, la regola è una sola: fermarsi, non avere fretta e verificare.
Le truffe agli anziani continuano infatti a sfruttare schemi semplici ma estremamente efficaci. Il truffatore costruisce una situazione di paura o urgenza, impedisce alla vittima di riflettere e propone una soluzione immediata, quasi sempre accompagnata dalla richiesta di denaro o di beni di valore.
L’Arma dei Carabinieri è quotidianamente impegnata nel contrasto al fenomeno, sia sul piano investigativo sia su quello della prevenzione, attraverso campagne di sensibilizzazione e incontri con la popolazione.
La regola fondamentale: nessun appartenente alle Forze dell’ordine chiede soldi o gioielli
Il meccanismo ricorre in molte delle truffe più diffuse. Un telefonata, un messaggio o una persona alla porta fanno credere all’anziano che sia accaduto qualcosa di grave a un familiare. A quel punto il truffatore chiede di agire immediatamente.
Ma c’è una regola semplice da ricordare: Carabinieri e altre Forze dell’ordine non chiedono mai denaro, gioielli o altri beni di valore per risolvere un problema giudiziario, evitare un arresto o “mettere al sicuro” i propri beni.


