Incendio sul Matese: rogo doloso sul versante tra Castello e Piedimonte

Il 22 settembre 2026 il Matese è tornato al centro dell’emergenza incendi, in un periodo già segnato da numerosi roghi nel Casertano. Dopo gli episodi che avevano interessato San Felice a Cancello, Bellona e Vitulazio, questa volta le fiamme hanno colpito il versante che da Castello del Matese scende verso Piedimonte, alimentando un nuovo allarme in un territorio che da settimane vive una situazione di fragilità ambientale.

Il fuoco è stato avvistato nella mattinata, quando una colonna di fumo ha iniziato a sollevarsi dalla vegetazione del pendio. Le squadre dei vigili del fuoco si sono dirette immediatamente verso la zona, raggiungendo il fronte delle fiamme e avviando le operazioni di contenimento. L’intervento si è rivelato complesso fin dai primi minuti, sia per la conformazione del terreno sia per la presenza di più punti di combustione che hanno richiesto una rapida suddivisione delle unità operative.

Le prime informazioni raccolte sul posto hanno fatto emergere un elemento che ha subito orientato gli accertamenti: l’incendio non sarebbe partito da un unico focolaio, ma da due punti distinti, attivati nello stesso momento e in aree separate del versante. Una circostanza che ha portato gli investigatori a considerare la natura dolosa del rogo come ipotesi più probabile. La dinamica osservata, infatti, non coincide con un innesco accidentale né con un’estensione naturale delle fiamme, ma suggerisce un’azione coordinata volta a creare un fronte di fuoco più difficile da gestire.

Le squadre antincendio hanno lavorato per ore per circoscrivere le fiamme e impedire che il rogo potesse risalire verso Castello del Matese o scendere ulteriormente verso Piedimonte, dove la presenza di abitazioni e infrastrutture avrebbe potuto aggravare la situazione. La vegetazione secca e il vento hanno complicato le operazioni, rendendo necessario un presidio costante dell’area anche dopo il contenimento dei focolai principali.

L’episodio si inserisce in una sequenza di incendi che sta mettendo sotto pressione il territorio matesino e l’intero Alto Casertano, con interventi continui delle squadre di soccorso e una crescente preoccupazione tra i residenti. La ripetizione dei roghi in zone diverse, spesso con caratteristiche compatibili con l’origine dolosa, sta alimentando interrogativi sulle responsabilità e sulle motivazioni di chi potrebbe averli provocati.

In attesa delle verifiche tecniche e delle indagini che dovranno chiarire la dinamica esatta e individuare eventuali responsabili, il rogo del Matese del 22 settembre rappresenta un nuovo segnale d’allarme per un territorio che, ancora una volta, si ritrova a fare i conti con la vulnerabilità dei suoi boschi e con il peso di azioni che mettono a rischio ambiente, sicurezza e comunità.